A salutare l’assoluzione, martedì, è stato anche il Comitato Famiglie Sospese, che riunisce i cittadini rimasti con gli appartamenti sequestrati o i cantieri bloccati. Sollievo, ma subito accompagnato da una richiesta precisa: un tavolo permanente con il Comune e un incontro con il governo per ottenere un quadro normativo certo. Per quelle famiglie la sentenza non restituisce le chiavi: senza una norma chiara, gli immobili comprati restano in un limbo che il primo grado da solo non scioglie, e il comitato denuncia da mesi la paralisi degli uffici comunali, di fatto bloccati dal timore di firmare nuovi titoli.

Il blocco ha lasciato segni misurabili. Redo Sgr, gestore specializzato in social housing, ha rinunciato a tre studentati già ammessi al finanziamento ministeriale — Rogoredo, Greco Breda e San Leonardo, rispettivamente da 473, 447 e 600 posti — per un totale di 1.520 posti letto, motivando il passo con i ritardi accumulati nel rilascio dei titoli. Posti che, in una città con un’emergenza abitativa universitaria conclamata, semplicemente non nasceranno. Un paradosso, se si pensa che la stessa Milano presenta lo studentato del Villaggio Olimpico come una delle eredità dei Giochi, mentre altrove vede sfumare un migliaio e mezzo di posti già finanziati dal ministero.

A risentirne sono state anche le casse di Palazzo Marino. Gli oneri di urbanizzazione, la quota che i costruttori versano al Comune in cambio del diritto di costruire, nel 2023 avevano toccato il record superando i 270 milioni di euro; nel 2024, con i cantieri fermi, sono crollati. La ripresa è lenta: a novembre 2025 gli incassi da oneri e monetizzazioni erano risaliti a 135 milioni, contro i 105 dell’intero 2024, ma per il 2026 il bilancio preventivo si ferma a 58 milioni di soli oneri, più 18,8 di monetizzazioni e 28,7 per sistemazioni contabili di opere già realizzate. Sono entrate con cui il Comune finanzia scuole, verde pubblico e manutenzioni di quartiere. Il rallentamento dei cantieri si è scaricato su quelle voci, e l’assoluzione di martedì — un primo grado, su uno solo dei tanti fascicoli — non basta a riportarle ai livelli di tre anni fa. Il conto, per ora, resta aperto su entrambi i lati: quello delle famiglie e quello del bilancio comunale.