“Eventuali violazioni saranno sanzionate senza nessuna remora”. Parola del Generale Carmine Masiello, capo di Stato maggiore dell’Esercito. Dopo le polemiche divampate la scorsa settimana riguardo la presenza di militari in servizio attivo all’interno di Futuro Nazionale, Masiello ha fatto chiarezza tra “appartenenza” alle Forze armate e “attività” politica. Ospite al Forum di Cernobbio, Masiello ha ricordato a Sky TG24 che le regole sono “molto chiare”: chi è in servizio deve mantenersi estraneo alla competizione politica, e le eventuali deviazioni da questi comportamenti “saranno sanzionate senza nessuna remora”. L’Esercito, ha sottolineato, “è un patrimonio di tutti gli italiani”, non di alcun partito politico.

Una presa di posizione che arriva mentre sulla vicenda sono stati avviati accertamenti anche sul piano giudiziario. La Procura militare di Roma, guidata da Marco De Paolis, ha aperto un fascicolo conoscitivo — al momento non risulta alcuna iscrizione nel registro degli indagati — sulla posizione di diversi militari che avrebbero assunto ruoli organizzativi all’interno del movimento fondato da Roberto Vannacci. Tra i nomi ad oggi emersi ci sono quelli di Luigi Avveduto, sottufficiale dei carabinieri, e di Antonsergio Belfiori, ufficiale dell’Aeronautica. Entrambi sono anche dirigenti sindacali di categoria: Avveduto è segretario nazionale del Sim carabinieri, il sindacato con il maggior numero di iscritti dell’Arma, e viene indicato come referente del comitato 1333 di Futuro Nazionale a Roma; Belfiori è invece segretario nazionale del Siam, il sindacato dell’Aeronautica militare, e risulta referente del comitato 329 a Villafranca di Verona. La loro presenza accanto a Vannacci era stata segnalata nell’esposto presentato il mese scorso da Luca Marco Comellini, a sua volta segretario del Sindacato dei militari, insieme al docente di diritto militare Massimiliano Strampelli. L’esposto chiedeva di verificare la compatibilità tra le attività svolte nel movimento politico e lo status di militare in servizio. Interpellato dall’Ansa, Avveduto ha replicato di aver aderito a Futuro Nazionale ma di non ricoprire alcun ruolo all’interno della struttura del partito.

Comellini, come ricordato l’altro giorno da egli stesso al Riformista, aveva sottoposto formalmente il problema al ministro della Difesa Guido Crosetto già ad aprile. A giugno, non avendo ricevuto risposta, il sindacalista aveva parlato di “persistente inerzia istituzionale“, arrivando a diffidare il Ministero. L’accertamento giudiziario, comunque, non esaurisce necessariamente la questione amministrativa e disciplinare. Sono infatti piani diversi: alla magistratura militare spetta verificare l’eventuale rilevanza penale delle condotte; all’amministrazione militare compete invece valutare il rispetto delle regole che disciplinano il comportamento del personale in servizio. Resta quindi da capire quale sarà la posizione del Ministero della Difesa sulle segnalazioni già ricevute. Crosetto, negli ultimi giorni, era intervenuto soprattutto per ribadire la necessità di rispettare il principio di garanzia. “Sono e rimango garantista”, ha scritto anche su X. Una posizione, come detto, riferita al procedimento giudiziario, che non coincide però con la questione amministrativa sollevata dal Sindacato dei militari.

La vicenda tocca poi da vicino l’Arma dei carabinieri. Al momento non risulta una presa di posizione pubblica del comando generale paragonabile a quella espressa da Masiello sul rapporto tra servizio e attività politica. “Sarebbe interessante sapere se il comando generale dell’Arma era a conoscenza di quanto sta emergendo in queste ore per un motivo molto semplice: a parte le conseguenze disciplinari, chi ha ruoli all’interno di un sindacato militare, ed è iscritto ad un partito, deve immediatamente essere dichiarato decaduto dalla funzione di rappresentanza”, precisa Comellini. Masiello ha indicato la linea: regole chiare e sanzioni in caso di violazione. Ora restano da vedere le risposte della Difesa e dell’Arma. Sullo sfondo Futuro Nazionale continua a crescere nei sondaggi: la rilevazione YouTrend del 4 settembre lo colloca al 7,9%, avendo di fatto doppiato la Lega.

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Giornalista professionista, romano, scrive di giustizia e carcere