I Mondiali 2026 si respirano ovunque, non solo in campo. In Ecuador il governo ha lanciato un’iniziativa per far vivere al meglio la Coppa del Mondo agli abitanti del Paese: il presidente Daniel Noboa ha infatti annunciato la sospensione temporanea dell’ICE (Impuestos a los Consumos Especiales, tassa sugli alcolici) sulle “bevande di moderazione“, compresa la birra (ma anche vino, prosecco e liquori a bassa gradazione), per la durata del torneo. Questa decisione, permetterà un risparmio del 20% sul prezzo finale pagato dai consumatori, con la misura che resterà in vigore fino al 19 luglio, giorno della finale della Coppa del Mondo.

L’obiettivo dichiarato dal governo è quello di favorire il consumo interno e permettere agli ecuadoriani di vivere il Mondiale in un clima festoso con minori costi per le famiglie. Questa non è solo una scelta simbolica: in un Paese che vive il calcio con estrema passione e aggregazione sociale, il governo ha deciso di aumentare la dose di entusiasmo: la Nazionale guidata dal ct argentino argentino Sebastián Beccacece, che sta vivendo un ottimo stato di forma, partecipa per la quinta volta nella storia del torneo.

Perché è stata eliminata la tassa sulla birra

L’annuncio della decisione è arrivato durante un evento pubblico nella città di El Empalme, dove il presidente Noboa, con indosso la maglia della Nazionale, ha spiegato che il provvedimento è stato preso per offrire una forma di sostegno nei confronti dei tifosi che sosterranno la squadra durante questa Coppa del Mondo. Secondo il presidente, i Mondiali sono un momento di uonione tra famiglia e amici, e la riduzione del prezzo delle bevande vuole approvare questa condivisione. La cancellazione temporanea dell’imposta non riguarda solo la birra, ma tutte le bevande considerate a “moderata gradazione alcolica“, di base con una percentuale di alcol non superiore al 5%.

Nonostante ciò, sarà proprio la bevanda di lievito e luppolo il prodotto che beneficerà maggiormente di questa iniziativa, essendo la bevanda alcolica più consumata nel Paese. Ma dietro questa misura di festa, c’è anche una logica economica: abbassando i prezzi delle bevande, il governo punta ad aumentarne il consumo durante la durata del torneo, favorendo così l’attività commerciale di bar, ristoranti, supermercati e locali pubblici che in media registrano sempre grandi aumenti di presenze durante le manifestazioni sportive.

L’esempio dell’Ecuador diventa un fenomeno sociale

La scelta del governo ecuadoriano rappresenta uno dei casi più particolari legati ai Mondiali 2026: anche in altri Paesi la competizione genera delle iniziative commerciali, promozioni e campagne pubblicitarie, ma succede di rado che si arrivi ad una riduzione fiscale decisa dal governo per promuovere il consumo durante la competizione. Il messaggio che vuole lanciare l’Ecuador è chiaro: I Mondiali vengono considerati un evento in grado di influenzare non solo l’amore dei tifosi per la Nazionale, ma anche i comportamenti economici dei cittadini.

Per la durata del torneo, dunque un mese, milioni di ecuadoriani potranno acquistare la birra a prezzi inferiori rispetto al normale, vivendo in questo modo la competizione in un clima ancor più di festa. Ma il dibattito su questa iniziativa non manca, con più di qualcuno che la vede come semplicemente una strategia di marketing, mentre qualcun altro la interpreta come un’operazione dal forte valore politico. L’unica cosa certa è che questa iniziativa ha già attirato l’attenzione internazionale e rappresenta una delle trovate più originali per questi Mondiali 2026. Una vittoria fuori dal campo è già stata ottenuta dall’Ecuador, ora tocca alla Nazionale impegnata in Messico, Canada e Stati Uniti.