L’Italia riaccende il futuro
Nucleare, primo passo per il ritorno dell’atomo
È stato approvato ieri in Senato il Ddl delega in materia di energia nucleare sostenibile. L’Italia torna così ad avere una normativa che permetterà, a tutti gli effetti, la riapertura delle centrali. È il caso di dirlo, finalmente! Il provvedimento definisce i campi d’intervento: la costruzione e l’esercizio degli impianti, la produzione di idrogeno tramite energia nucleare, la gestione del combustibile esaurito e via dicendo. “Si tratta di costruire una strategia complessiva, nella quale tutte le tecnologie in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni e alla sicurezza del sistema possano essere analizzate e valutate”, ha spiegato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, “l’obiettivo finale rimane quello di garantire alle future generazioni un sistema energetico sicuro, sostenibile, competitivo”.
Il centrodestra ha promosso compatto il Ddl, incassando l’ok anche di Azione. “L’Italia deve tornare al nucleare di cui è stata assoluta protagonista” ha dichiarato il Senatore Carlo Calenda, annunciando il voto con la maggioranza, “il referendum dell’87 sul nucleare è stato il primo atto di populismo che il paese ha vissuto e ne stiamo pagando le conseguenze ancora oggi”. Ma a sinistra, ahimè, questo nucleare non va proprio giù, anzi. La Senatrice del Gruppo per le Autonomie Aurora Floridia, dietro la proposta del centrodestra, intravede lo spettro “del più proficuo nucleare militare”; il Senatore di Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro definisce il Ddl “un’arma di distrazione di massa” buona – a suo parere – soltanto a prolungare la dipendenza italiana dal fossile e non di certo a inseguire la sostenibilità. “Speriamo che la sinistra, con la sua propensione alle fake news”, auspicava nei giorni scorsi – in discussione generale – il Senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, “non tarpi e non stupri anche questa straordinaria tecnologia”. Un appello rimasto inascoltato.
Un no convinto al Ddl è giunto dai compagni. Il testo è “pura propaganda”, secondo il Senatore dem Nicola Irto, e “non riduce di un euro la bolletta”. Il Partito democratico si presenta ora come paladino delle famiglie ma dinanzi a misure concrete del Governo Meloni – che tutto si può dire fuorché non vengano incontro agli italiani, come l’abolizione del bollo auto – tuona al populismo elettorale. Battagliera la Senatrice di Italia Viva Silvia Fregolent, “se si fosse avuta veramente la volontà di costruire un reattore nucleare, oggi lo inaugurereste” – dice – “invece, fate una legge delega molto fumosa”. Non perde poi l’occasione, il Senatore pentastellato Luigi Nave, nei suoi dieci minuti di dichiarazione di voto, di sciorinare il classico attacco all’esecutivo. Si attacca ai “centimetri delle gonne”, parla della “legge elettorale truffa”, sbeffeggia “la favola dell’autonomia” ma di nucleare… Pazienza, ancora una volta la sinistra ha dimostrato di anteporre ai contenuti di buonsenso l’ideologia. L’Italia, con questo primo passo, torna a guardare al futuro con buona pace di chi crede che il motore del Paese possa viver soltanto di pale eoliche e pannelli solari.
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