“Non mi sono sentito abbandonato, sono stato abbandonato”. Questa le parole, senza mezzi termini, da parte dell’ex presidente della Calabria, Mario Oliverio, che colpiscono duramente il suo partito, il Partito Democratico. L’ex governatore è stato assolto “perché il fatto non sussiste” dalle accuse di corruzione e abuso di ufficio. Era stato coinvolto nell’inchiesta Lande desolate per presunte irregolarità negli appalti di alcuni lavori a Cosenza, Lorica e Scalea. La procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, aveva chiesto 4 anni e otto mesi di carcere. E invece niente. Il fatto non sussiste. Oliverio si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Anzi qualche macigno.

“Mi sono sentito solo, però ho avuto e sentito la vicinanza, l’affetto e la stima di tantissimi cittadini che anche in quel momento difficile avevano capito che si stava consumando un’ingiusta nei miei confronti”, ha detto Oliverio in un’intervista al TgR Calabria. Oliverio ha quindi sostenuto che l’inchiesta abbia determinato la sua mancata ricandidatura alle Regionali del gennaio 2020 (vinte dal centro-destra e da Jole Santelli). “Lo dicono – ha osservato l’ex presidente – osservatori politici ma anche i fatti, perché i fatti sono andati nella direzione di un’utilizzazione della vicenda giudiziaria per condizionare il corso delle cose, della politica e anche della storia in questa regione”.

Sui suoi rapporti personali con i dem, ha quindi aggiunto: “Io non sento e non vedo Oddati e altri dirigenti nazionali del Pd dal dicembre 2019, nemmeno in questa circostanza li ho visti attraverso una telefonata o un messaggio. Sono scomparsi”. E quindi aggiunge che in vista delle prossime Regionali – necessarie per via della prematura e tragica scomparsa della Presidente eletta Santelli, lo scorso ottobre – lavorerà per “mettere in campo un progetto riformista, per unire le forze della sinistra, le forze di progresso, le forze riformatrici di questa regione, per contrastare la deriva populista e giustizialista”. Alcuni sostenitori spingono per una sua diretta candidatura.

Colpita e affondata anche l’idea del sindaco di Napoli Luigi de Magistris di candidarsi in Calabria: “Non vedo perché De Magistris dovrebbe essere catapultato in Calabria. Credo  che in questa terra la logica coloniale non deve avere più spazio”. Un tormento, questi anni dopo le accuse, ha continuato Oliverio. “Pensavo – ha detto l’ex governatore – ai tanti calabresi che mi avevano dato fiducia e potevano sentirsi traditi dal loro presidente, ai tanti calabresi che potevano vedere in me una persona non onesta, e questo mi ha tormentato profondamente”.

Antonio Lamorte