Poi si arriva alle udienze in tribunale e il Pm ammette di non avere niente in mano per chiedere la condanna. Dice che ha stabilito di essere generoso e propone l’assoluzione dei due genitori per insufficienza di prove. Voi a questo punto non ci state. Volete la verità, dopo sei anni volete la verità. Il vostro avvocato – rovesciando il principio dell’onere della prova a carico dell’accusa – stende sul tavolo una a una tutte le prove della vostra assoluta e incontrovertibile innocenza.

Il giudice gli dà ragione. Siete assolti, con formula piena, nessun beneficio del dubbio, formula piena, è finito quest’incubo preparato per voi dai magistrati, su consiglio di alcuni assistenti sociali e di una maestra un po’ fuori di testa. I magistrati hanno preferito dar retta agli assistenti e alla maestra fuori di testa. Non hanno pensato che in pochi giorni dovevano risolvere il problema. Sei anni a loro son sembrati un periodo ragionevole.

Ora i vostri bambini sono abbastanza grandi. Il maggiore è adolescente, ha 14 anni, dovrebbe andare al liceo, forse già fuma, chissà se si fa anche gli spinelli. Il minore è ancora ragazzetto, ha otto anni, fa le elementari. Adesso potete andare a riprenderli. Non vi riconosceranno. Forse però ancora si ricordano. Forse saranno contenti di tornare con voi. E magari chiederanno della nonna. E dello zio. Che furono accusati anche loro di aver partecipato alle orge. L’idea che si erano fatti i magistrati è che quella famiglia abitasse nella casa degli orrori. Satana, satana. Lo zio ora è invecchiato. La nonna non c’è più, è morta senza mai più vedere i nipotini, è morta portando giù nella tomba l’accusa di essere una strega che faceva sesso con i suoi bambini.

È successo davvero tutto questo. È successo a due poveri genitori di Varese, e al fratello e alla madre di uno di loro… È successo nella realtà.

Adesso la vicenda è chiusa. È così. Nessuno risponderà dell’orrore che ha combinato, dei danni che ha provocato, nessuno risarcirà la famiglia squassata dalle calunnie. È così. E chi dovrebbe rispondere? I magistrati? No, la legge prevede che il magistrato sia l’unico cittadino italiano che può esercitare il suo mestiere senza assumersi nessuna responsabilità. Né civile né penale. Neppure disciplinare.

Si, ci sarebbe la possibilità di finire sotto procedimento disciplinare al Csm, ma la statistica dice che comunque il Csm li assolve. Magistrato non mangia magistrato. In teoria – in teoria, teoria, pura teoria – anche ci sarebbe la possibilità della responsabilità civile. Decide il ministro, però, se chiedere i danni al magistrato che ha sbagliato. Negli ultimi 10 anni è successo a 4 magistrati. Quanti? Si: quattro. Nello stesso periodo è successo a 400 mila medici. Vabbé, è così.