Politica
Prefetti sconosciuti: Gabrielli sposa Ruffini, Piantedosi a nozze con Meloni. Se i politici di professione non “tirano più”
Prefetti sconosciuti. Anzi. Conosciutissimi. Se a sinistra Gabrielli sposa Ruffini, a destra Piantedosi potrebbe andare a nozze con Meloni. Ieri abbiamo parlato di una possibile lista di centro a guida Fratelli d’Italia per intercettare le forze di centro ed arginare la deriva di pancia del generale Roberto Vannacci. Oggi questa ipotesi comincia a prendere forma. Il nome di Matteo Piantedosi, infatti, non è nuovo, era già circolato per la città di Napoli. Non solo, liberandosi la poltrona dell’Interno, risultati permettendo, Matteo Salvini potrebbe finalmente tornare a quel dicastero.
Se sul fronte interno l’attesa delle elezioni riscopre personalità non politiche, su quello europeo la situazione si fa più complicata: Giorgia scrive ad Ursula per avere più fondi e Tajani annuncia uno scostamento di bilancio di circa 7 miliardi discusso ieri in consiglio dei ministri. Nella lettera diretta alla presidente della Commissione Europea, la Premier ha chiesto alla von der Leyen di tenere conto dell’impatto dell’inflazione, superiore alle previsioni, nella valutazione del rispetto delle regole di bilancio. Meloni chiede, quindi, maggiore flessibilità per sostenere famiglie e imprese e propone di utilizzare almeno una parte dell’extra-gettito fiscale generato dall’aumento dei prezzi per contenere temporaneamente e in modo mirato il caro-energia. La questione, definita urgente, dovrebbe essere discussa all’Ecofin di venerdì prossimo. La partita della manovra si gioca, quindi, su due tavoli, Roma e Bruxelles.
Secondo la premier, il 20,4% del Pil riguarda spese già colpite da prezzi superiori alle previsioni, mentre un altro 12% sarà interessato nel 2027. Da qui la richiesta di maggiore flessibilità e di utilizzare almeno una parte dell’extra-gettito fiscale generato dall’inflazione per interventi temporanei contro il caro-energia. Bruxelles, però, frena le richieste di Meloni: «Abbiamo già dato più flessibilità», rispondono dalla Commissione. In attesa della decisione definitiva il governo procede sul fronte interno. Ieri il Consiglio dei ministri ha esaminato il Dpfp – documento programmatico di finanza pubblica – e la relazione al Parlamento sullo scostamento. In sostanza il Cdm ieri ha scritto, nero su bianco, le basi e i numeri per la prossima manovra, mentre resta aperto il confronto con Bruxelles sulle risorse effettivamente utilizzabili.
Che i vincoli europei siano anacronistici e non adatti all’attuale situazione internazionale è un fatto e che l’attuale Governo abbia messo in campo tutte le soluzioni possibili per arginare i danni è stato ammesso anche da intellettuali non certo simpatizzanti di Meloni. Ciò che lascia sbigottiti è che i Cinque Stelle attacchino l’Esecutivo ed esultino per la risposta di Bruxelles. Proprio i 5 stelle che sono i primi da colpevolizzare per il disastro economico che hanno lasciato in eredità a Draghi prima e a Meloni poi.
Tornando ai prefetti conosciuti, il fatto che la politica senta la necessità di pescare fuori da essa, fa riflettere: i leader si sono resi conto che i politici di professione non tirano più e dopo diverse figuracce che si sono consumate in Parlamento, preferiscono consolidare i consensi affiancandosi a professionisti extraparlamentari. Piantedosi è uno di questi, come lo è Gabrielli. Nell’attesa di sapere veramente cosa deciderà Meloni per il listone di centro, un altro verdetto si fa più pesante, la risposta dell’Europa. Ma su questo il Governo andrà avanti per la sua strada, con o senza l’approvazione di Ursula.
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