In attesa della decisione dei giudici "entro cinque giorni"
Alberto Stasi verso la scarcerazione e l’affidamento in prova dopo oltre 10 anni di detenzione. “Decisione non collegata a nuova indagine su omicidio Chiara Poggi”
Dopo 10 anni e sei mesi Alberto Stasi potrebbe lasciare presto il carcere e ottenere l’affidamento in prova ai servizi sociali. L’istanza presentata dai legali è al vaglio dei giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano dopo il parere favorevole della procura generale guidata da Francesca Nanni. Stasi, 42 anni, è detenuto nel carcere di Bollate dove stava scontando una condanna a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco.
La notizia, anticipata dal Tg La7, è stata confermata inizialmente all’Ansa da fonti qualificate. Poi il dietrofront generale: mancherebbe l’ufficialità dopo l’udienza svolta “in gran segreto” oggi con i giudici che sono “tecnicamente in riserva dopo la camera di consiglio e dovrebbero depositare l’ordinanza entro cinque giorni” sottolinea l’Ansa.
Stasi dal 2023 era in regime di semilibertà dopo aver ottenuto il lavoro esterno al carcere presso una società dove si occupa di mansioni contabili e amministrative. Detenuto dal 2015 con pena definitiva di 16 anni, Stasi dovrebbe finire di scontare la condanna nel 2028. Dopo il regime di semilibertà (lasciava il carcere per andare a lavoro e la sera rientrava a dormire in cella), l’affidamento in prova, a tre anni di distanza, potrebbe essere accolto dal tribunale di Sorveglianza.
Affidamento in prova “non collegato a nuova inchiesta Garlasco”
La concessione dell’affidamento in prova – precisano fonti del Tribunale – non sarebbe collegata all’eventuale procedimento di revisione del suo processo, con la procura di Pavia che, a distanza di quasi 19 anni dall’omicidio, ha recentemente chiuso le indagini che vedono indagato per omicidio aggravato Andrea Sempio, amico del fratello della giovane uccisa
A favore dei genitori di Chiara Poggi era stato fissato un milione di euro di danni e 150mila euro di spese legali con Stasi che, pur continuando a respingere il verdetto e professandosi innocente, nel 2018 ha raggiunto in sede civile con la famiglia di Chiara un accordo che lo impegna a risarcire 700mila euro. Metà dei quali liquidati subito mentre l’altra metà garantiti a rate con detrazioni mensili sugli stipendi del lavoro prima in carcere e poi fuori.
Frigorifero e ventilatore lasciati ai detenuti
In caso di scarcerazione, Stasi non tornerà a vivere a Garlasco ma – precisa La7 – in un appartamento che prenderà in fitto in provincia di Milano. Stasi avrebbe poi scelto di lasciare alcuni beni ai detenuti, tra cui un frigorifero e un ventilatore.
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