Sport e scommesse sono spesso stati due argomenti delicati, le centinaia di piattaforme di betting online hanno sempre unito due mondi che all’apparenza sembrano lontani. Oggi questi mondi sono tornati a scontrarsi grazie alla confessione di Matteo Berrettini nella conferenza stampa post vittoria contro Wawrinka agli US Open. Queste le parole del tennista romano: “Dobbiamo proteggere i giocatori per creare un ambiente sicuro. Se non sbaglio, a Indian Wells una tennista italiana ha ricevuto dei messaggi con minacce come è accaduto a mio fratello. Al Roland Garros ha ricevuto messaggi sul telefono con minacce alla nostra famiglia e cose del genere. Dovremmo creare una struttura più forte, magari un comitato, per proteggere i giocatori“.

Gli episodi

Il fatto risale all’edizione del Roland Garros tenutasi tra fine maggio e inizio giugno, con un altro episodio che aveva avuto luogo già due mesi prima nei confronti di Lucrezia Stefanini, a marzo 2026. Durante le qualificazioni di Indian Wells, la tennista toscana aveva ricevuto delle minacce di morte su Whatsapp e un “invito” a perdere la partita successiva. Alla 28enne venne mandata una foto di una pistola insieme al nome dei genitori e al luogo dove era nata. Dopo il fatto la Wta aumentò la sicurezza nei suoi confronti e la fece accompagnare alla macchina dopo il match contro Victoria Jimenez Kasintseva, spiegando in seguito l’accaduto in un video social.

Sempre nel 2026, ma a febbraio, le stesse minacce di morte arrivarono a Mattia Bellucci dopo la sconfitta a Delray Beach contro Miomir Kecmanovic, mentre tornando indietro fino al 2024 la stessa sorte toccò a Martina Trevisan, che denunciò tutto via social. Ancora più indietro, nel 2023, Francesco Maestrelli pubblicò un video dove leggeva i messaggi arrivatigli dopo una sconfitta a Bastad durante le qualificazioni, ovviamente tutti comprensivi di insulti e minacce ai familiari, sempre a causa delle scommesse.

Ancora Berrettini

Berrettini conclude in conferenza stampa citando questi episodi, sottolineando come soprattuto durante i Challenger se ne possano verificare di spiacevoli: “Non è facile da dire a un tifoso ‘tu puoi entrare e tu non puoi entrare’ allo stadio, perché non sai come si comporteranno. Qualcosa però va fatto. Per quanto riguarda il betting, se fatto nel modo giusto, gestito in modo controllato e senza degenerazione del gioco legato a scommesse, può anche essere divertente. A me non piacciono i Casinò, ma credo che faccia parte del nostro sport, se non sbaglio molti soldi nel tour arrivano da lì“.