Continua a sgonfiarsi l’inchiesta Consip. Oggi è arrivato il rinvio a giudizio per Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo, che dovrà rispondere di traffico di influenze nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta. La decisione è stata presa dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma, Annalisa Marzano, che ha però deciso il proscioglimento di Renzi senior da altri tre capi d’accusa.

Con lui andranno a processo per la stessa fattispecie penale, che partirà il prossimo 16 novembre davanti all’ottava sezione penale del Tribunale di Roma, l’imprenditore Alfredo Romeo (editore de Il Riformista), l’ex parlamentare Italo Bocchino, Carlo Russo e Stefano Massimo Pandimiglio. Nell’ambito dello stesso procedimento, Tiziano Renzi è stato prosciolto dall’accusa di turbativa d’asta e da un’altra accusa di traffico di influenze. Anche per questo, il legale Federico Bagattini, difensore del papà del leader di Italia Viva, accoglie con “grande soddisfazione le 3 assoluzioni su 4 capi di imputazione” e aggiunge: “Dopo Genova e Cuneo ora anche Roma. Per l’ein plain aspettiamo con fiducia il dibattimento“.

Nell’udienza di oggi, lunedì 27 settembre, il gup ha poi condannato, nel processo con rito abbreviato, l’ex senatore Denis Verdini, l’imprenditore Ezio Bigotti e l’ex parlamentare Ignazio Abrignani a un anno di reclusione (con pena sospesa) per turbativa d’asta. Per i tre, nel giugno scorso, la Procura aveva sollecitato l’assoluzione per tutte le accuse. Lo stesso Verdini, così come gli altri due, è stato assolto dall’accusa di concussione. Assolto anche Bocchino da un reato fiscale contestato dal pm.

Tiziano Renzi sarà processato in merito alla contestazione relativa alla gara Fm4 da 2,7 miliardi. Dovrà dunque rispondere dell’accordo che, secondo gli inquirenti, avrebbe stabilito con l’imprenditore Carlo Russo che, “sfruttando relazioni esistenti con Luigi Marroni, ex Ad di Consip Spa, relazioni ottenute anche per il tramite (..) di Tiziano Renzi”, sarebbe intervenuto per “facilitare la Romeo Gestioni” che intendeva aggiudicarsi un lotto della gara da 2,7 miliardi di euro bandita dalla Consip. Russo, secondo le accuse, avrebbe tra l’altro ottenuto numerose ospitalità negli hotel di proprietà del gruppo Romeo, nonché si faceva promettere denaro in nero per sé e per Tiziano Renzi nonché promettere la stipula di un contratto di consulenza”. Un reato continuato fino all’autunno del 2016 e quindi a rischio prescrizione.

In una prima fase la procura romana aveva sollecitato l’archiviazione per Tiziano Renzi e le altre posizioni. Archiviazione alla quale, nel febbraio del 2020, si oppose il gip Gaspare Sturzo che ha disposto nuove indagini su Renzi senior e l’iscrizione nel registro degli indagati di Verdini, Abrignani e Bigotti per la vicenda legata a presunti illeciti nell’appalto Fm4. Secondo il gip, la procura capitolina, davanti a due gruppi che si contendevano gli appalti Consip (uno guidato da Bigotti e l’altro da Romeo) avrebbe acquisito “materiale probatorio sufficiente” solo sull’imprenditore partenopeo.

Archiviate invece le contestazioni di traffico di influenze relative ad una gara per alcuni servizi di pulizia a cui – secondo l’accusa – partecipava anche la Romeo Gestioni. Coinvolti dai pm capitolini lo stesso Tiziano Renzi, l’imprenditore Romeo e Bocchino. Non ha retto la tesi della procura secondo la quale i tre indagati avrebbero provato a convincere l’ex ad di Grandi Stazioni, Silvio Gizzi, a favorire la Romeo Gestioni in cambio di “utilità consistenti in somme di denaro periodiche”.

 

 

 

 

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