Con la richiesta di costituzione di parte civile del ministero dei Beni culturali e di Assoconsum si è aperto ieri davanti all’ottava sezione collegiale di piazzale Clodio il processo sul nuovo stadio della Roma che vede fra gli imputati l’imprenditore Luca Parnasi e altre 11 persone. Le difese hanno presentato eccezioni in merito alle due istanze così come su alcune parti civili già ammesse come Cittadinanzattiva e Codacons. Per questa vicenda Campidoglio e Regione Lazio si sono costituiti parti civili. Sul banco degli imputati ci sono anche gli altri manager collaboratori di Parnasi, Nabor Zaffiri e Gianluca Talone, oltre che l’ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio, Adriano Palozzi, l’ex assessore regionale e attuale consigliere Michele Civita, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Davide Bordoni, l’allora soprintendente ai Beni culturali di Roma, Francesco Prosperetti. Inoltre, il tesoriere della Lega Giulio Centemero e l’ex tesoriere del Pd Francesco Bonifazi, ora passato a Italia Viva, rischiano il processo per presunti finanziamenti illeciti nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma. I magistrati di piazzale Clodio hanno chiuso l’indagine sui flussi di denaro partiti dal costruttore Luca Parnasi, già al centro del procedimento Stadio, e indirizzati alla politica: cuore del fascicolo 150 mila euro dati dall’imprenditore alla Fondazione Eyu, vicina al Pd, e 250 mila arrivati all’associazione Più Voci, che fa riferimento alla Lega. Nel mirino i soldi arrivati alle due fondazioni e le presunte irregolarità nella loro gestione da parte degli allora responsabili dei due partiti di riferimento. Il denaro sarebbe stato erogato da Parnasi a Più voci tra il 2015 e il 2016 e alla Fondazione Eyu nel marzo del 2018, e sono sette le persone indagate nel procedimento. Centemero risponde di finanziamento illecito in concorso con Parnasi e Andrea Manzoni, revisore legale del gruppo Lega al Senato. Stesse accuse per Bonifazi e l’ex responsabile relazioni esterne della Fondazione Eyu, Domenico Petrolo, in concorso con Parnasi e il suo commercialista Gianluca Talone. Bonifazi e Petrolo rispondono anche di emissione di fattura per operazione inesistente. Ai due episodi finiti nel fascicolo se ne aggiunge un terzo, che vede indagata per tentata concussione la funzionaria della Soprintendenza speciale ai beni archeologici di Roma Anna Buccellato, la quale avrebbe fatto pressioni per inserire un architetto di fiducia nella procedura relativa alla “verifica preventiva dell’interesse archeologico” sull’area di Tor di Valle, dove avrebbe dovuto esser realizzato il nuovo Stadio.