Il Direttivo dell’Anm di questo fine settimana si è aperto con un omaggio a Emma Bonino e si è chiuso con un invito a Giorgia Meloni: sarà attesa al congresso di Napoli, dal 27 al 29 novembre, «perché è giusto parlarsi nel rispetto reciproco». I due gesti si tengono. Bonino, con Pannella, portò il Paese nel 1987 a votare sulla responsabilità civile dei giudici: una vita spesa a contestare la magistratura da fuori, mai a delegittimarla. Chi la onora e nello stesso pomeriggio apre la porta a chi ha perso il referendum contro l’Anm dice una cosa semplice: avversario non vuol dire nemico.

Va riconosciuto a Giuseppe Tango, e lo facciamo volentieri noi che durante il referendum gli siamo stati avversari e che sul rapporto fra i poteri la pensiamo ancora diversamente dall’associazione che presiede, che si comporta da moderato, con i limiti della struttura che rappresenta, ed è, crediamo, il miglior presidente che l’Anm possa avere in questo momento.

L’Anm fa politica, inutile negarlo; ma se politica dev’essere, sia questa: quella delle istituzioni, non del comizio. A Napoli, dove a marzo si stappò, a novembre si parli. E stavolta ci vada la presidente del Consiglio in persona: a Palermo, due anni fa, l’invito c’era già e arrivò Sisto, che è un ottimo viceministro e di giustizia ne sa più di molti; ma un invito rivolto alla premier merita la premier.

Una sola clausola, e non è nostra: è della Costituzione. L’art. 110 affida al ministro «l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia», e da lì, per la legge del 1962, discende l’Ispettorato. Le ispezioni di Venezia, Torino e L’Aquila possono piacere o no; di ciascuna si può discutere l’opportunità, i tempi, perfino il tono con cui fu annunciata. Non la legittimità. Un invito al dialogo che portasse allegata la rinuncia a una prerogativa costituzionale non sarebbe più un invito: sarebbe una condizione. Tango, che ha giudicato eccessivi i toni del governo, sa distinguere le due cose. Il gesto è buono. Resti tale: la buona volontà si misura sulle condizioni che non si pongono.

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