Ugo è fra le braccia di Dio o in un paradiso laico, in qualunque posto si trovi non è dove avrebbe dovuto trovarsi a quindici anni. Un bambino o poco più morto a Napoli nel tentativo di rapinare un carabiniere fuori servizio, con una pistola che dopo si è rivelata finta. Qualche decennio fa, negli angoli ai margini, di un Sud ai margini, le luci si accendevano col buio per spegnersi quasi subito: molti ragazzi si accroscavano nei rioni o nelle piazze. Sognavano rivalse e scelsero la violenza: erano vicini al grilletto, montavano e rimontavano le Beretta 7 e 65, mod. 70 in un minuto, pensavano di essere svelti, ma lo erano solo di mano. Distrussero vite d’altri, e anche le loro. Erano orfani di padri, emigrati lontano, impegnati in lavori duri o uccisi. Conoscevano le regole morali, distinguevano il bene dal male e si comportarono da immorali.

Furono carnefici non eroi, ma avevano quel minimo di coscienza, sufficiente a fargli riconoscere gli errori. Oggi, fra rioni di città e vie di paesini, nel margine di un Sud che continua a essere al margine della Nazione: le luci si accendono col buio e tante si spengono all’alba. Molti ragazzi portano i capelli rasati uguali e le stesse scarpe ai piedi, in tasca hanno le Beretta cal. 9 di ultima generazione, le smontano e rimontano in un minuto. Le pistole sostituiscono padri assenti, per rinuncia e non per causa di forza maggiore. Stanno vicini al grilletto, e sono sempre più svelti di mano e lenti di testa. Non partiranno alla conquista del mondo, non hanno rivalse, non hanno principi morali da infrangere e non distinguono il bene dal male. Sono amorali.

Non sognano nemmeno di farlo il male, ma con una pistola in tasca prima o poi lo faranno. Non sono più vuoti dei loro coetanei di altri posti, e i loro padri sono assenti quanto quelli di tanti altri ragazzi Occidentali. La differenza è il grilletto. Molti ragazzi non sono migliori dei peggiori ragazzi di ieri. I lembi di Napoli, di tanto Sud, continuano a essere terra di frontiera e la cultura del drittismo continua a mietere vittime, e continuerà a farlo se i ragazzi non si allontaneranno dal grilletto, che ogni svelto prima o poi troverà uno più veloce, che dritto è chi è svelto di testa e non di mano. Ugo, in qualunque posto sia adesso, non avrebbe dovuto trovarsi di fronte al carabiniere che ha contrapposto alla sua pistola finta un’arma vera, e quelli che lo hanno voluto bene avrebbero dovuto devastare qualunque posto, prima, per evitare a Ugo la sua fine.

Ora a Ugo non servono i ripensamenti, né dei suoi né del carabiniere che a mente fredda non baratterebbe un bambino con un orologio. Ai tanti Ugo, che purtroppo verranno, servirebbe una società che non si contrapponesse fra buoni e cattivi, che avesse di mira l’allontanamento dei ragazzi dal grilletto. E non serve a nessuno una società arroccata nella difesa dei propri beni, della propria tranquillità. Sarebbe un bene per tutti ridurre i margini e mettere in mano ai bambini cose preziose, non le pistole. Farebbe bene a tutti pensare che Ugo non appartenga agli altri, ai soli cattivi, era uno dei nostri ragazzi e le pallottole che lo hanno abbattuto, hanno colpito un po’ anche tutti noi.