Vaccino sì, vaccino no: questo è il dilemma. In Campania, però, il 61,23% dei cittadini esprime un parere positivo. Il dato rappresenta sia la posizione di chi è favorevole senza riserve al siero anti-Covid sia quella di chi è soddisfatto del lavoro svolto finora dalla Regione. Il 38,77% dei campani, invece, esprime un sentiment negativo, frammentato tra diverse posizioni: su tutte quelle di chi solleva dubbi legati ai rischi del vaccino, tanto da auspicare libertà di scelta, e di chi sostiene la necessità di sottoporre a terapia immunizzante insegnanti e studenti prima del loro rientro in classe.

A rivelare dubbi, paure e convinzioni dei campani è uno studio condotto da Spin Factor in esclusiva per il Riformista. «Il sentiment dei campani sui vaccini è leggermente superiore, per quanto riguarda il dato positivo, rispetto alla media nazionale – spiega Tiberio Brunetti, numero uno di Spin Factor – C’è da dire che l’istituzione regionale si è spesa da subito per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’utilità del vaccino nell’ambito della lotta al Coronavirus». L’analisi è stata effettuata prendendo in considerazione i principali social network di riferimento, cioè Facebook, Instagram e Twitter, e le relative conversazioni sul tema del vaccino. Sono stati monitorati i post in lingua italiana pubblicati dagli utenti dal 18 gennaio in poi.

L’indagine ha rivelato che la maggior parte dei campani è convinta e pronta a farsi vaccinare, certezza scaturita anche dall’ottimo lavoro svolto dalla Regione, dimostratasi la più virtuosa d’Italia: in pochi giorni ha somministrato più delle dosi di vaccino ricevute, attualmente è in zona gialla e presenta anche l’indice di contagio più basso del Paese. C’è una parte di cittadini, però, ancora restia e che preferirebbe che il vaccino costituisse una libera scelta anziché un obbligo. Probabilmente la paura di doversi necessariamente sottoporre a terapia immunizzante è dovuta anche alle recenti dichiarazioni del governatore Vincenzo De Luca che ha annunciato la creazione di un “patentino” per attestare l’avvenuta vaccinazione.

E proprio “De Luca”, tra i primi a vaccinarsi, è la parola più utilizzata sul web e compare in cima alla lista delle top word, ovvero dei 20 lemmi utilizzati con maggiore frequenza dagli utenti in post e commenti. Anche la questione delle dosi preoccupa gli utenti e li spinge a parlare dell’argomento. Così la seconda parola che compare più spesso sui social è proprio “dosi”. Basteranno? Quando arriveranno? Quando la riceverà ognuno di noi? E il richiamo quando andrà fatto? “Richiamo” è il terzo lemma più usato nelle conversazioni sui social. La scuola è l’altro grande tema al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica: Facebook, Twitter e Instagram registrano una sovrabbondanza delle parole “docenti” e “scuole” in relazione al vaccino e alla tempistica secondo la quale anche gli insegnati lo riceveranno.

Dopo la prima fase riservata al personale sanitario e agli ospiti delle Rsa, gli esperti hanno stabilito che i prossimi a vaccinarsi saranno i cittadini sopra gli 80 anni, quelli over 60 con patologie croniche, oltre insegnanti e personale scolastico (la priorità è per quelli dell’infanzia e della scuola primaria, i primi a tornare in classe con la didattica in presenza), poi forze dell’ordine e personale dei trasporti pubblici. Il personale scolastico, quindi, è inserito tra coloro che si vaccineranno per primi. L’arrivo del siero anti-Covid, però, non basta a tranquillizzare i campani che continuano a cercare informazioni sulla “situazione” e a parlare dei “guariti”: segno che il Coronavirus continua a fare paura.

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.