Politica
Vannacci recluta ancora da Forza Italia: Tommaso Calderone passa a Futuro Nazionale. Il garantismo al contrario
Tommaso Calderone saluta Forza Italia e va con Roberto Vannacci. Continua dunque la campagna acquisti del Generale. Il passaggio, ufficializzato alla Camera, porta a nove i deputati di Futuro Nazionale e conferma una dinamica ormai difficile da ignorare: Vannacci pesca dentro il centrodestra e punta a svuotare i partiti della maggioranza.
Calderone, avvocato messinese e attuale vicepresidente della Commissione Giustizia, avrebbe raggiunto l’accordo con Vannacci lo scorso fine settimana a Orvieto, durante una cena organizzata dagli esponenti locali di Futuro Nazionale e alla quale ha partecipato lo stesso Generale. “Mi ha colpito la straordinaria empatia del Generale, è un uomo educato e simpatico e il programma del partito mi piace“, sono state le prime parole di Calderone, neo futurista nazionale, in passato legato al Movimento sociale italiano e candidato nel 2008 al Parlamento con “La destra” di Francesco Storace. “La nostra priorità è fare politica nazionale” e incidere sui “provvedimenti”, ha tagliato corto invece Vannacci, presentando il neo acquisto.
Calderone è il terzo deputato azzurro che passa a Futuro Nazionale. Dal partito di Antonio Tajani sono arrivati inviti a non drammatizzare. Enrico Costa, capogruppo degli azzurri alla Camera, ha definito il passaggio un fenomeno da osservare senza attribuirgli, almeno per ora, un particolare significato politico, pur invitando a “tenere gli occhi aperti”. “Sono scelte tipiche di fine legislatura”, ha poi aggiunto Costa. Il piano di Vannacci, comunque, è chiaro: costruire la sua squadra attraverso parlamentari eletti sotto altre insegne che difficilmente sarebbero stati ricandidati e che devono fare ora i conti con un programma che è l’esatto contrario di quello per il quale sono stati eletti. Ad esempio la giustizia. Il programma di Forza Italia è ispirato a una concezione molto garantista: presunzione d’innocenza, carcerazione preventiva come eccezione, pena non vendicativa, funzione rieducativa e centralità del diritto di difesa. Futuro Nazionale, invece, nel programma sulla giustizia insiste molto sulla certezza della pena, sulla riduzione dei passaggi processuali, sulla revisione delle impugnazioni e sull’uso più ampio dei riti direttissimi; propone inoltre che la giustizia riparativa abbia un ruolo residuale.
Ma c’è un caso ancora più evidente: la legittima difesa. Vannacci ha sostenuto una linea molto più ampia di tutela di chi si difende, arrivando a sintetizzarla nel principio “chi si difende ha sempre ragione“, e proponendo maggiori margini per l’uso delle armi da parte delle Forze dell’ordine. E proprio qui Calderone, appena due mesi fa, aveva ribadito l’esatto opposto. Sul caso di Mario Roggero, infatti, aveva definito l’episodio “incompatibile” con la legittima difesa e aveva respinto l’idea di modificare la disciplina, sostenendo che il pericolo deve essere imminente e la reazione proporzionata. Come se non bastasse, aveva inoltre criticato duramente l’idea di una grazia per il gioielliere. La domanda che molti si pongono è come può un avvocato penalista, vicepresidente della Commissione Giustizia e proveniente da un partito che rivendica un’impostazione garantista, convivere politicamente con un movimento che su sicurezza, legittima difesa e certezza della pena esprime posizioni diametralmente opposte. Non resta che attendere le prossime settimane per vedere cosa accadrà.
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