Il ritorno all'Olimpico
Verso Roma-Inter, Chivu ritrova i giallorossi: l’odio dei tifosi dopo quel dito medio nel 2010
Sabato pomeriggio andrà in scena Roma-Inter valida per la quinta giornata di campionato e la vetta della classifica, ma non sarà importante solo per questo. Sotto i riflettori ci sarà infatti il ritorno all’Olimpico di Chivu, che da giocatore ha vestito la maglia della Roma dal 2003 al 2007, prima di trasferirsi proprio in nerazzurro, dove ha chiuso la carriera nel 2014. L’attuale allenatore dei meneghini e i giallorossi non si sono salutati proprio benissimo, con il rumeno che uscì tra i fischi al termine della sua ultima partita nella Capitale, incolpato di tradimento per il suo imminente trasferimento a Milano.
L’addio amaro
La goccia che fece traboccare il vaso fu una dichiarazione su Fabio Capello rilasciata nel 2005, nel post partita di un Roma-Strasburgo di Coppa Uefa. Nell’intervista alla fine del match il rumeno elogiò l’allenatore che allora allenava la Juventus, dichiarando: “Mi ha portato a Roma e lo ringrazierò sempre, sarebbe un piacere tornare a lavorare con lui. Ora io sto qui, ho altri due anni e mezzo di contratto, però nel calcio non si sa mai, non decidiamo noi giocatori“. Non l’avesse mai detto, nella partita successiva della Roma all’Olimpico, dopo un paio di settimane dall’intervista, il difensore venne ricoperto di fischi dal primo all’ultimo minuto. Tanto che ebbe bisogno di uno psicologo per uscire dal momento.
L’astio nel 2010
Ma come spesso accade nella vita, il cosiddetto karma è tornato indietro per i tifosi giallorossi. Da quando è andato a giocare all’Inter, ogni qualvolta andava a Roma contro i giallorossi Chivu veniva sempre accompagnato dalla scorta. E il 5 maggio 2010 si è tolto non un sassolino, ma un macigno dalla scarpa. In quell’occasione l’Inter vinse la Coppa Italia all’Olimpico proprio contro la Roma, e di tutta risposta a quegli anni difficili mostrò il dito medio ai tifosi di casa, oltre a gesti volgari e plateali. A seguito dell’episodio disse:
“Potrei raccontare tante motivazioni per spiegare o per giustificare un gesto istintivo, ma quando si sbaglia si chiede scusa“. Anche in quel caso i tifosi giallorossi lo ricoprirono di fischi, dunque il gesto del rumeno fu istintivo. Per lui, è stato il dolce epilogo di anni turbolenti, soprattutto dopo il terribile scontro con Pellissier di qualche mese prima che gli stava per costare la vita. Quell’anno poi vinse il triplete con i nerazzurri. Sabato tornerà all’Olimpico, dopo tutti questi anni e il suo pentimento magari riceverà qualche fischio, ma ormai non sembra esserci più tutto questo astio tra lui e i tifosi della Roma.
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