Politica
I servizi di sicurezza del Qatar ai Giochi. Ma la sinistra tace: due pesi, due misure
Gli standard della polizia qatariota non fanno indignare chi protesta per l’ICE
Le domande sono sempre le stesse, ma le risposte non arrivano mai, o se arrivano sono incoerenti, frammentate, pretestuose: quasi mai comprensibili. Quali sono le domande? E a chi sono rivolte? Le domande sono: “Perché usate due pesi e due misure?”. “Perché fatti molto simili vengono portati come bandiera in manifestazioni oceaniche e altri no?”. Perché alcuni fatti vengono distorti, addomesticati, per asservire un’ideologia e altri, che invece sono lì, cristallini, pronti all’uso vengono ignorati? E a chi vengono rivolte?
A gran parte della sinistra: all’ala maggioritaria del Pd e soprattutto agli esponenti del Movimento 5 Stelle, di Avs e, naturalmente, della sinistra antagonista, quella dei centri sociali, delle CARC, del Nuovo Partito Comunista Italiano. Sì, proprio quel “partito” che pubblica sul suo sito liste di proscrizione degli “agenti sionisti in Italia”, che altro non sono che privati cittadini – giornalisti, imprenditori, politici – colpevoli solo di esprimere vicinanza a Israele e agli ebrei.
Secondo le stime dei suddetti esponenti di sinistra, a Gaza sono morte circa 65.000 persone durante i due anni di guerra, e non è dato sapere quanti di questi sarebbero esponenti di Hamas e quanti semplici civili. Il risultato è che si è gridato talmente tanto e talmente forte al genocidio, che ormai è diventato un epiteto che si coniuga automaticamente insieme a Israele. Con una disinvoltura che ha del vergognoso. In Iran, invece, sono state uccise dalle forze di sicurezza almeno 35.000 persone, probabilmente anche di più, in pochi giorni. Anche adottando una stima prudenziale, si può sostenere che l’Iran abbia causato in una sola settimana circa la metà dei decessi avvenuti a Gaza in due anni di guerra. Perché allora Israele viene definito uno Stato genocidiario mentre l’Iran no? Perché sparare su una folla inerme che ha la sola colpa di protestare non è considerato genocidio dalle stesse persone che considerano tale la difesa israeliana? E ancora, perché Israele sarebbe uno Stato che pratica l’apartheid? Le evidenze dicono che chi non è ebreo in Israele gode degli stessi, identici diritti di chi lo è. Invece, ad esempio, in Iran costringere milioni di donne a portare l’hijab, altrimenti vengono incarcerate, picchiate, torturate o uccise, che cos’è? Libertà confessionale? Cosa assomiglia di più all’apartheid?
E ancora, l’ICE, tristemente salita agli onori delle cronache negli ultimi giorni, non piace a nessuno, su questo il consenso è bipartisan. Tuttavia, appena è trapelata la notizia che alcuni agenti facenti parte di quell’agenzia federale verranno in Italia al seguito della rappresentanza statunitense, in molti hanno gridato allo scandalo, chiedendo al governo di intervenire per impedirne l’accesso. A parte il fatto che, ovviamente, gli agenti dell’ICE che verranno in Italia non sono quelli impegnati nel contrasto all’immigrazione clandestina, ma investigatori specializzati del circuito HSI (Homeland Security Investigations), che si occupano di crimini transnazionali. Ci saranno molte altre forze di sicurezza straniere che verranno in Italia al seguito delle loro rappresentanze atletiche e diplomatiche. Si urla allo scandalo perché l’ICE non rispetta i nostri standard di polizia. Benissimo, può essere vero, ma allora perché le stesse persone non protestano per i servizi di sicurezza del Qatar, anch’essi presenti nel contesto olimpico che, peraltro, in questi giorni giravano per Milano con due blindati neri dall’aspetto a dir poco inquietante? Forse si ritiene che gli standard della polizia qatariota siano in linea con i nostri?
La risposta a tutte queste domande è una sola: la protesta viene accettata, amplificata, esacerbata solo se è rivolta in chiave anti-occidentale. Se ha come oggetto Stati Uniti, Israele o il governo di centrodestra, altrimenti viene semplicemente ignorata.
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