Le Ragioni di Israele
La gaffe social di Boldrini sull’inesistente villaggio di Masafer Yatta
La deputata del Pd si scaglia contro i fantomatici “coloni israeliani”, ma ignora l’Area C di Giudea e gli Accordi di Oslo firmati da Arafat
Laura Boldrini su Facebook scaglia parole di fuoco contro i fantomatici “coloni israeliani” che avrebbero incendiato il villaggio arabo di Masafer Yatta, in Giudea. I commenti al post rivelano la peggior ferocia di cui i social sono capaci, aizzando un antisemitismo spaventoso e la più ignorante delle barbarie. Ma le cose non stanno così.
Non esiste alcun villaggio di Masafer Yatta: la locuzione (in arabo: مسافر يطا) significa “campagne attorno a Yatta”, e Yatta è una cittadina a 20 chilometri a sud di Hebron. Fa parte dell’Area C di Giudea, sotto pieno controllo israeliano secondo gli Accordi di Oslo firmati da Arafat. In base a tali accordi, in questo territorio non devono esserci insediamenti arabi, invece ci sono, e sono tutti abusivi. Chi occupa illecitamente questi territori non sono i “coloni israeliani” bensì gli arabi, tollerati dalle autorità israeliane, mentre nelle Aree A e B di Giudea e Samaria governate dall’Autorità Palestinese e da Hamas agli israeliani è vietato perfino l’ingresso.
Tutti questi territori erano destinati a Israele dai trattati e accordi internazionali originari, ma sono stati occupati nel 1948 dagli arabi, liberati dagli israeliani nel 1967, e concessi in parte di nuovo agli arabi tra il 1993 e il 1995 secondo il patto mai rispettato dagli arabi “terre in cambio di pace”. Grazie a Ong, fondi Ue e strategia dell’OLP, però, nell’Area C nei decenni sono state costruite bidonville e bivacchi diventati baraccopoli di sedicenti pastori arabi che pascolano nel deserto, inventando il fantasioso nome dell’inesistente villaggio di Masafer Yatta, testa di ponte del terrorismo: da lì partirono i “palestinesi” che uccisero nella notte tutta la famiglia Fogel, neonati compresi. Ma la zona è spazio militare israeliano, perciò questi insediamenti abusivi sono regolarmente demoliti.
Allora perché gli arabi continuano ad accamparsi lì, invece di trasferirsi in Giordania, Siria o Egitto? Per due motivi. Il primo è che in quei Paesi sarebbero subito arrestati o fucilati. Il secondo, principale, è che stando lì questi disgraziati servono alla strategia vittimista “palestinese” e alla narrazione di falsi storici e propaganda fake dei famigerati “coloni israeliani”, che in realtà coloni non sono per nulla e nulla colonizzano. Chi invece da ottant’anni colonizza il territorio israeliano, Striscia di Gaza compresa, è l’imperialismo arabo, con una presenza di insediamenti illegali “palestinesi” cresciuta negli ultimi 10 anni del 504%.
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