All’approssimarsi della fine delle olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 e delle analisi dei relativi impatti economici sui territori definiti “periferie competitive” come le aree interne di montagna in Italia, gli eventi sportivi di dimensione nazionale stanno assumendo sempre di più la caratteristica di volano economico. La realizzazione di impianti e di infrastrutture fi siche dedicate allo sport ma anche all’accessibilità di territori a vocazione turistica, è un bene strategico pubblico tanto che per esempio la società MICO 2026 è di proprietà dello Stato e l’occasione di razionalizzare ed intervenire su ampie porzioni di territorio italiano incidendo sulle infrastrutture di mobilità, consente non solo di riorientare investimenti di natura diversa e di accumulare su determinate aree capitale fisso sociale, ma di farlo con il ricorso a procedure speciali.

Un volano veloce. Sì perché la deroga o l’identificazione di procedure speciali, consente rapidità di realizzazione degli investimenti rispetto agli impegni assunti con organizzazioni internazionali, che impegnando il Governo ospitante a principi di realizzazione, come le prime olimpiadi invernali diffuse, ne ha imposto i principi di pianificazione, il piano degli interventi, il rispetto del cronoprogramma di realizzazione, la localizzazione e le caratteristiche tecnico-funzionali e sociali delle opere, l’ordine di priorità di realizzazione ed i tempi di ultimazione delle stesse, nonché’ la quantificazione dell’onere economico di ciascuna opera e la relativa copertura finanziaria con annesse modalità di finanziamento .

La candidatura italiana ad ospitare la finale di Uefa 2032, affronta invece temi di pianificazione più complessi e non solo per la modalità di generazione dell’impegno da assumersi a livello internazionale ampiamente mediato come è giusto che sia da Federazione italiana gioco calcio; la complessità è dimostrata dalla necessità di costituire già nel 2023, un comitato interistituzionale presso al Presidenza del Consiglio dei ministri e, più recentemente, dalla nomina di un commissario straordinario con il compito di assicurare la realizzazione e il completamento delle opere necessarie e strettamente funzionali allo svolgimento della fase finale del campionato europeo di calcio “UEFA EURO 2032”.

Il commissario straordinario è il soggetto responsabile del processo di indirizzo, coordinamento e attuazione delle attività e degli interventi relativi alle infrastrutture sportive, con riferimento anche agli impianti di proprietà pubblica. FIGC, comitato interistituzionale e commissario hanno compiti diversi: la FIGC, rappresentante l’UEFA in Italia è l’organizzazione che stabilisce ben 130 parametri di “adeguatezza “degli Stadi ed entro luglio ottobre del 2026 identifica una lista di 5 stadi su 11 candidature, per le quali sono avviabili i lavori. Il comitato interistituzionale svolge i compiti di cabina di regia delle strategie da porre in essere, delle scelte organizzative, di quelle normative, di esigenze fi nanziarie oltre a svolgere il coordinamento tra gli enti locali, il credito sportivo e la FIGC.

Al commissario rimane il compito, operando tramite ordinanza, di identifi care e o perfezionare l’iter istruttorio, semplifi candolo, indicendo conferenze dei servizi, ottenendo valutazioni di impatto ambientale, ottenere tramite autorizzazione unica lo sblocco e l’avvio dei lavori. In Italia la maggior parte degli stadi è obsoleta: il 60% degli impianti è stato costruito tra il 1920 e il 1970 e solo sei sono di proprietà dei club. Progetti concreti sono già avviati a Milano con il nuovo San Siro, mentre a Napoli, Roma, Torino, Firenze e Bologna sono previsti interventi di ammodernamento o costruzione ex novo. Palermo, Cagliari, Verona, Genova e Bari sono candidati come sedi alternative. La scelta della localizzazione degli impianti può rappresentare per il prossimo quinquennio una potente leva di rigenerazione in aree metropolitane, leva che ad oggi è limitata alla visione dello stadio inteso come edificio ecosostenibile e sicuro, un monumento al calcio ed una specie di centro direzionale commerciale. Anche se per legge l’approvazione del progetto da parte del commissario è automatico adeguamento dei piani regolatori, trasformare oggi Uefa 2032 in un processo di rigenerazione urbana e territoriale come è invece stata l’esperienza Milano Cortina 2026 rimane una illusione, a meno che come è stato fatto per il Giubileo identificando un “metodo”, il miracolo non si riproponga.

Matilde Linanti

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