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Padova, la città universitaria e di centrosinistra dove ha vinto l’affluenza
Padova si conferma un’anomalia significativa nel panorama politico veneto, una città che non si allinea ai trend regionali. È l’unica provincia insieme a Venezia dove il centrosinistra ha conquistato il capoluogo, con Giovanni Manildo che ha prevalso di circa un punto percentuale su Alberto Stefani nel comune.
Un risultato tutt’altro che casuale, che riflette l’identità profonda di una città universitaria, orientata all’innovazione, storicamente più aperta al confronto politico rispetto al resto della regione. L’Università di Padova, prima tra i mega-atenei italiani nella classifica Censis per qualità dei servizi, occupabilità dei laureati e internazionalizzazione, rappresenta l’asse portante di questa vocazione. Lo SMACT Competence Center per l’industria 4.0, i dottorati industriali Smart PhD promossi dalla Fondazione Cariparo che collegano ricerca accademica e impresa, la Start Cup che ogni anno trasforma idee innovative in nuove realtà imprenditoriali competitive: l’ecosistema padovano genera innovazione in modo sistematico e strutturato, attraendo talenti da tutta Italia e capitali significativi per la ricerca e lo sviluppo.
Il voto regionale riflette con chiarezza questa identità distintiva del territorio. La provincia ha registrato l’affluenza più alta del Veneto con il 49% degli aventi diritto, segno tangibile di una partecipazione democratica più robusta e di un elettorato maggiormente coinvolto nelle dinamiche politiche. Il vicesindaco Andrea Micalizzi ha ottenuto un risultato straordinario con oltre 18.000 preferenze personali, confermando la forza del radicamento territoriale del centrosinistra nella città del Santo e la sua capacità di esprimere una classe dirigente credibile. Resta invece esclusa dal Consiglio regionale Vanessa Camani, capogruppo uscente del PD, superata nella competizione interna alle primarie delle preferenze da altri candidati del suo stesso partito.
Se nella provincia nel suo complesso Stefani ha comunque prevalso nettamente con il 64% dei consensi, la dinamica del voto urbano racconta un’altra storia, quella di una città che non si allinea passivamente al trend regionale dominante. Padova appare oggi come il territorio dove un’alternativa credibile al centrodestra è possibile, dove il confronto politico non è predeterminato. La sfida per il centrosinistra nei prossimi anni sarà tradurre questa anomalia cittadina in una proposta vincente e convincente per l’intera regione, facendo leva proprio sulle caratteristiche distintive del territorio: formazione d’eccellenza, ricerca scientifica all’avanguardia, apertura internazionale.
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