È arrivata la liberazione dell’Iran. Muore il dittatore Khamenei, insieme a oltre sessanta vertici dei pasdaran: ministri, generali, ufficiali dell’intelligence e delle forze speciali specializzati nella tortura e nell’omicidio degli oppositori.
L’opposizione italiana, colta di sorpresa, reagisce come può. Male. Elly Schlein si dice «Angosciata». Il responsabile Esteri del Pd, Enzo Amendola, ingaggia un duello virtuale con Giorgia Meloni: «Venga a riferire in Parlamento», le intima. Intanto gli esuali iraniani in Italia e in tutta Europa, come quelli in Iran, cantano e ballano. Improvvisano feste e caroselli, a Roma, Milano, Bologna. Si brinda in piazza, le ragazze ballano a perdifiato. I video che arrivano, inesorabili, da Teheran parlano di esplosioni di gioia. Di ringraziamenti corali a Stati Uniti e Israele. Il massacro costato 40.000 vite dei manifestanti, nelle scorse settimane, ha lasciato una scia di sangue nelle strade della capitale iraniana. Lì il Pd non si era angosciato troppo. Né il M5S aveva trovato molto da dire.
Nessuno aveva alzato la voce. E mentre nella città di Mariwan viene assaltato il carcere e vengono liberati centinaia di detenuti politici, strappati grazie all’intervento israeliano dalle camere di tortura e dai cappi che li attendevano, la sinistra italiana riesce a mettersi ancora una volta, pervicacemente, dalla parte sbagliata della storia. Parla Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Pd ed europarlamentare: «L’escalation di Trump e Netanyahu contro l’Iran rischia di trascinare l’intera regione in una spirale fuori controllo. Bisogna fermare la spirale militare, pretendere un cessate il fuoco immediato e il ritorno alla diplomazia», dice, quasi traducendo alla lettera, in buon italiano, quello che dicono Putin a Mosca e gli ultimi gerarchi del regime iraniano asserragliati a Teheran. Per manifestare in sostegno dell’operazione lanciata e contro il regime iraniano, oggi alle 18 una manifestazione di Setteottobre porterà a piazza Santi Apostoli a Roma gli esponenti di decine di associazioni e di partiti schierati con la liberazione.
Il Riformista, media partner dell’evento, ci sarà. Stefano Parisi, che aprirà la manifestazione, rivolgerà un plauso a «USA e Israele che non hanno lasciato gli iraniani soli. Ci auguriamo che i governi europei si uniscano alla coalizione per rovesciare il regime sanguinario degli ayatollah». Azione ci sarà, con Ettore Rosato e Marco Lombardo, che dice: «Saremo sempre al fianco della comunità iraniana che vive in Italia e che guarda con apprensione a ciò che sta succedendo in Iran: dopo la morte di Khomeini non basta un cambio al regime.
Ci vuole un cambio DI regime per restituire al popolo iraniano la libertà di scegliere da chi essere governati». Luigi Marattin, leader del Partito Liberaldemocratico sarà «in prima fila, come abbiamo fatto ogni giorno parlando ostinatamente del popolo iraniano, anche quando non lo faceva nessuno».
Ci sarà anche Ivan Scalfarotto per Italia Viva. Per la maggioranza parlerà il senatore Andrea Orsini e ci saranno Fratelli d’Italia e Lega. A sorpresa, potrebbe comparire sul palco anche un esponente riformista del Pd. L’ora della liberazione è arrivata ma stavolta non tutti l’hanno vista arrivare.
