Assemblea Nazionale del Partito Liberaldemocratico: al vaglio il ‘campo giusto’ con Azione

Il segretario di Azione Carlo Calenda, il segretario del Partito Liberaldemocratico Luigi Marattin in occasione della conferenza stampa per illustrare le proposte per la leggi di bilancio che sigla una alleanza politica tra i due partiti. Camera dei Deputati a Roma Giovedì 09 Ottobre 2025. (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Azione secretary Carlo Calenda and Liberal Democratic Party secretary Luigi Marattin at the press conference to present the budget proposals that seal a political alliance between the two parties. Chamber of Deputies in Rome on Thursday, October 09 2025. (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

Non c’è solo Atreju, con le sue polemiche, per chi segue la politica. I partiti, passata la tornata delle regionali, provano a trovare una quadra verso le sfide del futuro. Andrea Marcucci apre oggi l’Assemblea Nazionale del Partito Liberaldemocratico. L’appuntamento è all’Hotel Quirinale, dalle 10.30, e offre l’occasione per un confronto tra i dirigenti che in questi sei mesi hanno costruito e radicato in ogni Regione italiana la nuova realtà del centro riformista.

A darsi un’agenda per il futuro saranno i 150 componenti dell’Assemblea nazionale, oltre alla direzione e ai membri della segreteria. 250 dirigenti per un soggetto nuovo che in pochi mesi ha saputo costruire un presidio unico nel suo genere – alternativo alla maggioranza e all’opposizione di questa opposizione – riuscendo a ricostruire un filo coerente tra progetti: sono stati tre i soggetti fondatori che hanno saputo unire le forze piuttosto che dividersi. Ma la storia del Pld non è che il primo step di un percorso più grande che oggi arriva a un tornante di non poco conto. Sarà infatti Carlo Calenda, con il suo intervento, a indicare una rotta dal potenziale importante.

«Sarà una Assemblea con un ordine del giorno importante, che prevede una votazione sulle prospettive e sulle alleanze. Calenda è un interlocutore privilegiato e ad oggi l’unico a livello nazionale. Il nostro non è un progetto chiuso», dice Marcucci al Riformista. Ad aver organizzato l’evento è stata Pamela Fatighenti, giurista toscana che per il Pld è responsabile dell’organizzazione. Ambiente, diritti, innovazione tecnologica, fiscalità sono tra gli argomenti caldi nel menù della giornata. «I lavori proseguiranno fino al pomeriggio inoltrato, siamo molto fiduciosi nella prospettiva che questa Assemblea è chiamata a votare», riassume Pamela Fatighenti. Decine gli interventi attesi, fino alla relazione del segretario, Luigi Marattin. «Abbiamo fatto un partito – dichiara Marattin – per arrivare a un’offerta politica nel 2027. Ci prendiamo tutto l’inverno per sviluppare collaborazione e costruire fiducia e lealtà che non devono mancare. E ci presenteremo con un progetto credibile davanti agli elettori».

Lo scenario delle elezioni del 2027 è ormai alle porte. La legge elettorale che può ridimensionare le quote maggioritarie. Il leader di Azione, insieme con altri dirigenti e parlamentari, sarà tra i protagonisti della giornata. C’è chi parla di fidanzamento, di patto, di cammino comune. Di fatto, il Pld e Azione convergono verso un progetto unitario con lo scopo di correre insieme alle politiche e sfidare un bipolarismo diventato ormai bipopulismo. Calenda prenderà parte ai lavori, dopo la relazione del segretario e, soprattutto, dopo il voto assembleare dei delegati. Dai quali ci si aspetta un via libera totale al percorso verso la creazione di una formazione di centro stabile e lungimirante. Le premesse ci sono tutte: i due partiti hanno già presentato emendamenti comuni alla Legge di Bilancio e organizzato eventi tematici in sintonia. Prossimo appuntamento, subito dopo l’Assemblea, a Milano: al Teatro Parenti, il 4 dicembre, a partire dalle 18, si parlerà di urbanistica durante l’evento “Milano al Centro”, che vedrà di nuovo insieme esponenti del Pld e di Azione, nonché la presenza di altre forze politiche e di voci provenienti dalla società civile. Il centro muove un passo, nell’attesa di capire dove fermerà il suo boccino la nuova legge elettorale.