Atreju accredita il conservatorismo italiano, l’edizione da record segnata dal boom sui social

Per nove giorni, ai piedi di Castel Sant’Angelo, la politica italiana si è incontrata ad Atreju 2025, che si è conclusa domenica con numeri record: il conservatorismo italiano non è più ai margini, ma al centro della scena. Non una semplice kermesse, ma una dimostrazione di forza. I dati parlano di oltre 105mila presenze, 144 ore di dibattiti, 743 interventi, mille volontari e 1.400 giornalisti accreditati.

Un’edizione che gli organizzatori definiscono la più partecipata di sempre, capace di coinvolgere non solo i militanti ma anche molta gente comune e curiosa di assistere agli eventi. Il format dell’evento ha unito politica, cultura e intrattenimento: dibattiti, incontri culturali, mostre e un villaggio natalizio hanno fatto da cornice a confronti su temi centrali dell’attualità, come tecnologia, odio sui social, criminalità e centralità della famiglia, offrendo spunti di riflessione anche su questioni sociali di grande impatto.

Ampia la partecipazione di esponenti del centrodestra e dell’area conservatrice europea. Presenti i leader della coalizione, Matteo Salvini e Antonio Tajani, insieme a rappresentanti internazionali dell’European Conservatives and Reformists Group. Nei panel si è discusso di competitività, sicurezza e sovranità culturale dell’Europa, con approfondimenti che hanno coinvolto politici, esperti e pubblico presente. Tra le assenze più commentate, quella di Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, dopo il mancato accordo per un confronto con il premier. Presente Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle e spalla su cui piangere di Schlein. Presente anche Matteo Renzi, protagonista di un siparietto insieme al ministro della Difesa, Guido Crosetto, che lo ha sollevato da terra con neanche troppa nonchalance, suscitando risate e andando virale sui social.

La giornata conclusiva è stata invece dominata dall’intervento del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La premier ha difeso l’operato del governo, rivendicando risultati su sicurezza, crescita economica e ruolo internazionale dell’Italia. Ha sottolineato la necessità di un’Europa più forte e autonoma, capace di affermare i propri valori nel mondo, e ha ribadito temi cari al suo elettorato, come coesione nazionale, difesa della cultura italiana e sicurezza.

La 26esima edizione di Atreju si chiude così con un bilancio positivo per Fratelli d’Italia, confermando la rilevanza dell’evento nel calendario politico nazionale e offrendo uno spazio di riflessione su temi di interesse nazionale e internazionale. Anche sui social i numeri sono da record, come testimoniato da Liberi Network: 221mila interazioni totali e una crescita di oltre 12mila follower, consolidando Atreju come appuntamento ormai stabilmente al centro della scena pubblica, della politica italiana e del dibattito nazionale.