Bimbo trapiantato al Monaldi, Ammendola (Aned): “Vicenda drammatica, si colga importanza di essere donatori consapevoli”

OSPEDALE MONALDI SANITA'

“Siamo vicini alla famiglia del piccolo, che sta vivendo un dramma per il quale non esistono parole adeguate. Questa vicenda drammatica ha portato all’attenzione del paese il problema trapianti; la speranza è che tutti i cittadini colgano l’importanza di essere donatori consapevoli che con un loro gesto possono alleviare sofferenze e donare speranza di vita”. E’ quanto sottolinea Olimpia Ammendola, membro del comitato regionale Aned Campania (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e trapianto). “Sarà importante capire dove e perché questo cuore è arrivato guasto, ma occorre che l’accertamento dei fatti si svolga in un clima di serietà e di equilibrio nei confronti di una realtà importante e qualificata come il Monaldi” aggiunge.

Intanto prosegue l’attesa dei familiari del bimbo di due anni e tre mesi che attendono domani, mercoledì 18 febbraio, l’esito del maxiconsulto, con la partecipazione di esperti di tutta Italia, sulla nuova possibilità di sottoporre il piccolo – cui è stato trapiantato un cuore danneggiato – a una ulteriore operazione con un cuore nuovo (al momento il bimbo è nella lista trapianti). La consulenza richiesta dal Monaldi al Bambin Gesù ha evidenziato un quadro critico, incompatibile con la speranza di poter impiantare un cuore nuovo al bambino. La famiglia però non perde le speranze e l’ospedale napoletano ha annunciato “un Heart Team che porterà al Monaldi gli specialisti delle strutture italiane con i maggiori volumi in termini di trapianto pediatrico per una rivalutazione congiunta al letto del paziente”.

Intanto nell’inchiesta condotta dalla procura di Napoli emerge che il frigo isotermico usato per custodire il cuore da trapiantare non era inadatto allo scopo ma sarebbe anacronistico rispetto alle aggiornate linee guida in materia di trapianti.