BLOG

Se davvero esiste l’Inferno, dev’essere com’è stato a Crans Montana

Giornalista Pubblicista, Avvocato. Presidente "Consiglio per la Parità di Genere"
Se davvero esiste l’Inferno, dev’essere com’è stato a Crans Montana

Se davvero esiste l’Inferno, dev’essere com’è stato a Crans Montana.

Viverne, vederne, ascoltarne deflagra nelle nostre paure primordiali mostrando una sorte tremenda di chi l’ha lì per lì subìta o successivamente è stato investito da un dolore enorme, troppo grande per una mente, un cuore, un corpo. Una cascata che finisce dentro un bicchiere. Troppo per essere contenuta.

Solitamente l’istinto d’amore porta a sincerarsi che, se morte dev’essere, arrivi almeno senza dolore. A Crans Montana si è andati di molto oltre. A spese di giovanissimi poi, perché a 16 anni sotto le spoglie dei ragazzoni con le prime barbette ci sono bambini, puri, plasmabili da passioni e desideri, orientabili e da orientare.

Si è detto che quelle giovani vittime non erano in grado di accorgersi del pericolo e su questo si è affilato un dibattito polemico su come i ragazzi di oggi siano “intontiti” dalle nuove tecnologie.

Non biasimo chi esterna questo bisogno strenuo di credersi diverso, invincibile, artefice della propria vita. Dimostra solo, oltrechè poco tatto di sapere quando autosospendere la propria parola, che non sempre la mente umana ce la fa a tollerare tutto e così si illude, si imbroglia.

Io no, sarei certamente morta, non ne ho dubbi. Come giovane ragazza alla festa o come madre investita da tali notizie e per questo piango le stesse lacrime di chi ha avuto solo la sfortuna di essere al momento sbagliato al posto sbagliato.

Una risposta concreta a questa tragedia la darà la magistratura che sarà costretta a mettere le mani nel cesto delle miserie umane di adulti senza scrupoli.

Quella divina potrà essere ritrovata nel “Grido di Giobbe” (Massimo Recalcati, Einaudi 2021) dove Giobbe, personaggio giusto e buono, viene afflitto da mali enormi e chiede conto a Dio di tanta sofferenza immeritata. “Dov’è il Padre” grida, smascherando così l’aspettativa di uno scambio retributivo del bene (faccio bene – riceverò bene) e rivelando lo scandalo dell’esistenza del dolore innocente.

I passaggi biblici sono molto introspettivi e, per chi volesse approfondire, ad essi vi rimando.

RIFOCAST - Il podcast de Il Riformista

SCOPRI TUTTI GLI AUTORI