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Un appello per la pace

Esperto in comunicazione
Un appello per la pace
Sei anni fa presentavo il mio primo libro, uno studio sulla figura di Giovanni Paolo II visto dal lato del comunicatore. Il suo lungo pontificato sarà ricordato per tanti gesti che hanno segnato la storia dell’umanità e quella dei media. In questi giorni non può non tornarmi in mente quell’appello contro la guerra che Papa Wojtyla fece il 16 marzo 2003. “Mai più la guerra!”
Un grido che ha fatto la storia, un messaggio che dobbiamo fare nostro ogni giorno e, in particolare, in queste ore difficili segnate dalle tragiche notizie che arrivano dall’Ucraina. Se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto, per questo, insieme a tanti altri Ambasciatori della Lettura del Centro per il Libro e della Letteratura, abbiamo sottoscritto questo appello per la pace. L’idea è nata nella chat di WhatsApp e subito ha raccolto numerose adesioni da tutta Italia. Perché la guerra non è mai la soluzione.
+++APPELLO PER LA PACE DEGLI AMBASCIATORI DELLA LETTURA+++
Articolo 11 della Costituzione italiana
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
“Le immagini drammatiche che scorrono nelle nostre case in queste ore rappresentano quello che tutti temevamo, ma che nessuno pensava potesse succedere davvero.
La follia della guerra è tornata in Europa.
Noi Ambasciatori della Lettura del Centro per il Libro e della Lettura vogliamo manifestare la nostra vicinanza alla popolazione dell’Ucraina. La guerra non è mai la soluzione; è un dolore vedere persone in fuga dalla loro quotidianità, è un dolore vedere immagini di neonati spostati in un bunker. Fa male ascoltare le testimonianze di chi si ritrova bloccato nella propria città che da porto sicuro diventa campo di battaglia.
È un dolore ingiusto e insensato.
Confidiamo che tutto questo possa finire presto, che si possa tornare alla diplomazia. C’è un solo strumento giusto: il dialogo. C’è una sola via: la pace”.
Gli Ambasciatori della Lettura
Antonio Modaffari- San Marco Argentano (CS)
Antonio Capitano, Guidonia Montecelio (Roma)
Lucia Melcarne Torino
Antonio Trimarco Roma
Jessica Rigoli – La Maddalena (SS)
Stefania Monteverde – Treia (Macerata)
Pino Grossi (Roma)
Daniela Mena, Chiari (BS)
Alessandra Palazzo, Fano (PU)
Dr.ssa Clementina Leone, Salerno
Nicoletta Lissoni – Monza
Clelia Gallo – Torano Castello (CS)
Antonella Cecconi, Roma
Nando Cannone, Locorotondo (BA)
Nadia Giannalia, Palermo
Magda Coretti, Udine
Martina Evangelista, Pisa
Anna Tribuzi, Roma
Roberta Filippone, Ravanusa (AG)
Rosa Mininno, Tivoli (Roma)
Lucia Russo, Catania
Alice Raffaele, Chiari (BS)
Paola Ravani Sanremo (IM)
Annamaria Pianese, Pomigliano d’Arco (NA)
Angela D’Angelo, Ascea (SA)
Federica Rossi, Erbusco (BS)
Silvia Melotto, Verona
Agata De Nuccio, Erbè (VR)
Caterina Navach, Monopoli (BA)
Annarita Bini, Pescara
Russo Francined Angela, Bagheria (PA)
Francesca Carnevale, Campobasso
Rosa Moscato, Grumo Nevano (NA)
Susy Gasparini, Valdagno (VI)
Cinzia Carotti, Cremona
Massimiliano Zane, Venezia
Elisa Canetri, Aquino (FR)
Livia Santini,Ravenna
Elisabetta Segna Roma
Laura Sciaguri Cesano Maderno (MB)
Giusy Capodaglio
Alessandra Tucci, Roma
Valeria Patrignani, Fano (PU)
Cinzia Perniola, Massafra (TA)

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