Calo della natalità, Kristen Ziccarelli: “Il problema è il rifiuto degli insegnamenti cristiani. Giovani disorientati nel loro scopo della vita”

La crisi dei valori occidentali è un fenomeno tutt’altro che limitato ai soli principi, come dimostrano i numeri relativi al calo delle nascite ma non solo; tuttavia, è proprio in questi principi che bisogna trovare la causa originaria dei problemi che affliggono l’occidente di oggi. Ma, come afferma Kristen Ziccarelli, senior analyst dell’America First Policy Institute, ci sono segnali che suggeriscono un’inversione di tendenza. A partire dall’Italia.

Il calo della natalità è un dato oggettivo. A questo si aggiunge una crisi del sistema familiare. Crede che siano fenomeni a sé stanti, o parte di qualcosa di più grande?
«Sì, credo che sia parte di una crisi più ampia del mondo occidentale. Quello a cui stiamo assistendo oggi, dal forte calo dei tassi di natalità al crollo del sistema famiglia, è profondamente legato a un collasso spirituale. Credo che questa crisi derivi essenzialmente dal rifiuto degli insegnamenti cristiani e dal fallimento della leadership, in particolare dall’abbandono di un sistema di governo radicato nei valori cristiani e nella legge naturale. Quando le persone smettono di credere in Dio, iniziano a vedere sé stesse e la propria vita in modo diverso. Ma senza fede, molti non sono più disposti ad accettare i sacrifici e la bellezza del matrimonio, dei figli e della comunità. Con tutto ciò che ne consegue».

Pensa che quello che descrive sia un fenomeno strettamente collegato all’Occidente?
«Decisamente. In gran parte dell’Europa e degli Stati Uniti, vediamo le élite promuovere ideologie anti-famiglia, dando priorità a messaggi woke, al globalismo e promuovendo messaggi culturali che minano la maternità, il matrimonio e la fede. Questo cambiamento culturale ha devastato il modello familiare tradizionale e ha lasciato molti giovani disorientati riguardo al loro scopo nella vita. Mentre i regimi autocratici di tutto il mondo stanno affrontando questa crisi dei valori in modo più serio rispetto a gran parte del mondo occidentale. In Occidente rifiutiamo fermamente i modelli autoritari di questi regimi, e questo non deve essere messo in discussione, ma allo stesso tempo dovremmo anche prendere atto che questi governi comprendono l’importanza strategica delle famiglie, anche se per ragioni legate al potere statale, e non alla tutela di un sistema valoriale».

Kristen Ziccarelli

L’Italia sembra però andare in controtendenza con il governo di Giorgia Meloni, un modello che sembra espandersi sempre di più, se si guarda agli ultimi sviluppi in Giappone. Alcuni tracciano un parallelo tra lei e Margareth Thatcher. Anche lei lo vede?
«Pur essendo contesti diversi, penso che si possano evidenziare dei parallelismi netti. Se il conservatorismo di Margaret Thatcher era radicato nel ripristino della disciplina economica e della responsabilità individuale in una Gran Bretagna logorata dal socialismo e dalla dipendenza, quello di Meloni ha a che fare con una nazione (e, più in generale, con un intero continente) demoralizzata non solo dal socialismo, ma anche dalla tecnocrazia, dalla migrazione di massa e dalle questioni di identità nazionale. Mentre la Thatcher ha lottato per rilanciare il mercato, Meloni sta lottando per rilanciare lo spirito civico, i confini e le tradizioni. Rendendosi così una forte alleata degli Stati Uniti nella difesa dell’Occidente, in particolare perché dichiara pubblicamente la necessità di affrontare le sfide attuali tenendo presenti la nostra fede e le nostre radici storiche. La sua difesa del nostro patrimonio cristiano è molto gradita, molto necessaria e soprattutto, secondo gli standard dei governi dei paesi vicini all’Italia, molto rara».

Quindi crede che Meloni rappresenti un’interlocutrice privilegiata per il Presidente Trump?
«Credo che il Presidente Trump consideri il Primo Ministro Meloni come una leader e un’interlocutrice di riferimento per questo momento storico, vedendo in lei una persona in grado di ancorare il riallineamento dell’Europa verso destra attorno a due pilastri essenziali: quello della sovranità e quello della tradizione. Lei comprende che ci troviamo in un momento cruciale per il futuro della nostra civiltà, e vuole affrontare i nostri problemi con realismo piuttosto che con ideologia. Ha dimostrato di essere una leader forte e indipendente che mette al primo posto la propria nazione. Questo tipo di leadership crea le condizioni per un partenariato transatlantico sano, basato sul rispetto reciproco e su un’alleanza reale. Con risultati concreti».