Su Le Monde, in questo stesso mese, apprendiamo che il Presidente francese, Emmanuel Macron, ha denunciato un manuale di revisione supplementare “intollerabile” che “falsifica i fatti” riguardanti gli “attacchi terroristici e antisemiti di Hamas del 7 ottobre [2023]” in Israele. “Il revisionismo non ha posto nella Repubblica. Ho chiesto al governo di prendere misure“, ha scritto il Presidente su X. L’editore Hachette, nel frattempo, ha riconosciuto il “contenuto errato” e ha ritirato i libri interessati. Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray, intervenendo su X, ha definito “grave e inaccettabile” l’atto di “chiamare le vittime dell’attacco del 7 ottobre 2023 ‘coloni ebrei'”. Ha affermato che ciò costituisce “una falsificazione dei fatti e un attacco alla dignità delle vittime del terrorismo”. “La lotta contro l’antisemitismo è una battaglia costante”, ha risposto Aurore Bergé, ministro delegato per la lotta contro le discriminazioni.

La testata Libération (11 gennaio 2026) ha precisato: “Oltre al fatto che i residenti del kibbutz, i principali obiettivi dell’attacco, non sono coloni – queste comunità agricole sono state riconosciute dalle Nazioni Unite come parte del territorio israeliano già nel 1947 – non tutte le vittime del 7 ottobre erano ebree”. Anzi, come sottolinea Amnesty International in un rapporto del dicembre 2025, “gli attacchi hanno preso di mira anche beduini israeliani e diverse decine di persone di altre nazionalità, tra cui lavoratori migranti, studenti e richiedenti asilo”.

Da noi, Alessandro Barbero, Chiara Frugoni (scomparsa nel 2022) e Carla Sclarandis, firmano “La storia – Progettare il futuro”, Seconda edizione Il Novecento e l’età attuale, Zanichelli, 2024. L’unità 6: “7 ottobre 2023: l’attacco di Hamas e la risposta di Israele. Intanto nell’area si è verificata una svolta drammatica il 7 ottobre 2023, quando l’ala militare di Hamas ha scatenato un attacco contro insediamenti di coloni israeliani”. A me sembra che i fatti siano identici, laddove qualificano un attacco avvenuto in Israele, e non in Cisgiordania/West Bank, contro soggetti (cittadini israeliani vari, residenti e/o cittadini non ebrei, membri dei kibbutzim e partecipanti a un Festival musicale, come coloni) e oggetto (territori in Israele) quali coloni (soggetti) e insediamenti (oggetti). Non voglio fare guerre di religione e men che meno demonizzare chi ha commesso un errore; lo stesso vale per chi nel volume risulta preposto a farne la revisione critica. Nemmeno mi piace fare processi ad alcuno e sono per l’adozione del medesimo provvedimento adottato in Francia: il ritiro dal commercio, per le stesse ragioni che hanno spinto Hachette a dirsi dispiaciuta, con relativo comunicato di scuse dell’editore.

Zanichelli dovrebbe fare come Hachette. “Hachette Livre annuncia oggi, con effetto immediato, il ritiro dal mercato di tre guide di studio supplementari intitolate Objectif bac terminale, che contengono informazioni inesatte sugli eventi del 7 ottobre. Hachette Livre comprende la preoccupazione che ciò ha causato e desidera scusarsi per le informazioni inesatte presenti in una pagina di questi libri”, ha dichiarato la casa editrice in un comunicato stampa. Secondo il gruppo editoriale, circa 2.000 copie erano state ritirate dai distributori. Lo stesso vale per chi era preposto alla revisione critica, dai quali sarebbe da attendersi un comunicato pubblico, perché ho tutte le ragioni per pensare che non siano responsabili. Ossia, tutto è comprensibile, meno il silenzio. Attendiamo, se fiduciosi o meno è un fatto nostro personale, e forse anche emotivo, e ciò sarebbe sbagliato. Ho poche doti, e fra quelle non c’è l’infallibilità. Attendiamo.