L’ex principe Andrea – ora signor Andrea Montbatten-Windsor – è stato arrestato ieri mattina (giorno del suo compleanno) nella sua casa dentro alla tenuta di Sandringham dove viveva da quando suo fratello King Charles lo aveva cacciato dal Royal Lodge di Windsor e spedito a Wood farm. La settimana scorsa, sia il re sia il principe di Galles hanno fatto due distinte dichiarazioni pubbliche contro di lui dimostrando di avere intuito – se non, addirittura, informati dai servizi segreti – che la sua fine era vicina.
Anche il primo ministro Starmer nei giorni scorsi aveva dichiarato che «nessuno è al di sopra della legge». Un via libero politico ribadito ieri mentre Carlo aggiungeva che «la giustizia deve fare il suo corso». Commento anomalo per la Corona, in genere silenziosa, che testimonia come sia difficile il momento per i Windsor a cui si è aggiunto il sostegno alla magistratura dei Principi di Galles.
Andrea è accusato di abuso d’ufficio, traduzione italiana non proprio esattissima dell’inglese «misconduct in public office». E no, non è stato bloccato per pedofilia ma per avere rivelato all’amico pedofilo Jeffrey Epstein quanto veniva a sapere da emissario del governo per il commercio estero, incarico ricoperto dal 2000 al 2011. Insomma ha passato informazioni riservate come rivelano gli Epstein file.
La magistratura inglese sta indagando anche sui voli del Lolita express, l’aereo di Epstein con cui venivano portate a Londra le ragazze a disposizione degli ospiti, fra cui l’ex principe, e sul traffico di esseri umani per cui Epstein venne condannato. Inoltre, sempre la magistratura inglese, attende gli esiti dell’inchiesta Usa che cerca corpi delle vittime attorno alla villa del pedofilo statunitense in New Mexico.
Ci vorrà tempo. Ma il materiale sullo scambio di informazioni riservate ha richiesto un intervento così urgente da dovere chiedere a Carlo di sospendere tutte le garanzie che hanno le case dei reali e permettere una perquisizione a Wood farm e al Royal Lodge. Dalle mail americane emerge in maniera lampante che Andrea passava materiale all’amico in cambio, probabilmente, dei debiti saldati dell’ex moglie, degli inviti, delle ragazze. Un po’ per sdebitarsi un po’ per fare vedere che anche lui valeva qualcosa. Una leggerezza grave per un uomo ottavo nella successione al trono e consigliere di stato nel caso il fratello Carlo non sia in grado di intendere e volere.
È dalla decapitazione di Carlo I Stuart, avvenuta a Londra il 30 gennaio 1649 davanti al palazzo di Whitehall, che una dinastia inglese rischia di perdere il trono in modo così plateale. Il processo potrebbe fare da catarsi nazionale e distinguere i Windsor buoni da quelli cattivi. Ma se poi dovesse arrivare un secondo procedimento per reati sessuali, tutti si ricorderebbero dell’aiuto di Elisabetta II al figlio già accusato negli Stati Uniti di amicizia con Epstein e dei 14 milioni di dollari pagati da lei e Carlo a Virginia Giuffre per farlo uscire dal processo che la vedeva come accusatrice. E potrebbe essere la loro vera rovina.
