L’apertura dei lavori del convegno Il lavoro metalmeccanico nelle PMI, ospitato presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) il 19 gennaio 2026 è stata caratterizzata dai saluti istituzionali di Giovanna Petrasso, Presidente di E.B.M., che ha rimarcato la funzione strategica del modello bilaterale nel tessuto produttivo italiano, evidenziando come il coinvolgimento diretto di imprese e lavoratori costituisca una base fondamentale per affrontare le sfide della competitività e delle trasformazioni in atto.
“Il tema dei temi è quello delle competenze”, con queste parole la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, ha sottolineato l’importanza della ricerca promossa dall’Ente Bilaterale Metalmeccanici (E.B.M.), ribadendo che, la ricerca stessa, ha rappresentato un importante momento di confronto sui risultati di un’ampia indagine conoscitiva realizzata in collaborazione con REF, che fotografa lo stato attuale dell’occupazione, della qualità del lavoro e delle dinamiche competitive nelle piccole e medie imprese del settore metalmeccanico italiano.
Secondo la Ministra Calderone, intervenuta alla tavola rotonda insieme alle parti sociali, i dati presentati “offrono una base solida per impostare politiche del lavoro efficaci”, confermando come il settore metalmeccanico nelle PMI costituisca un pilastro della manifattura nazionale e un banco di prova per le politiche attive del lavoro e per la formazione professionale.
Nel suo intervento la Ministra ha sottolineato l’urgenza di rafforzare le politiche di formazione professionale e di sostegno alle competenze, richiamando il ruolo fondamentale delle istituzioni, delle imprese e delle parti sociali per governare le trasformazioni digitali e tecnologiche.
Calderone ha inoltre lodato la qualità del dibattito emerso dalla tavola rotonda, evidenziando come l’incontro abbia messo in rilievo tanto le esigenze delle imprese quanto le aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori, offrendo un quadro articolato per l’elaborazione di politiche mirate
La ricerca: equilibrio tra occupazione stabile e criticità sul fronte delle competenze
La ricerca illustrata durante l’incontro evidenzia una diffusa stabilità occupazionale nelle PMI metalmeccaniche, con indicatori che mostrano come la maggioranza dei lavoratori percepisca positivamente la propria posizione professionale. Tuttavia, emergono criticità legate al reddito e alla sostenibilità economica delle famiglie, con un peso maggiore nel Mezzogiorno, dove risulta più difficile far fronte a spese quotidiane e risparmio. Il rapporto REF mette inoltre in luce la difficoltà delle imprese nel reperire manodopera qualificata, in particolare tecnici specializzati, oltre alle incertezze generate dai costi del lavoro e dal contesto economico generale. In questo quadro, l’indagine segnala l’importanza di strumenti come formazione continua, welfare aziendale e flessibilità organizzativa per sostenere competitività e qualità del lavoro.
Alla tavola rotonda hanno partecipato anche i principali segretari generali delle sigle sindacali del settore: Ferdinando Uliano (FIM-CISL), Michele De Palma (FIOM-CGIL) e Rocco Palombella (UILM-UIL).
Secondo i sindacati, la presentazione della ricerca ha offerto uno spunto per ribadire come la qualità del lavoro metalmeccanico debba essere sostenuta non solo attraverso incentivi alla crescita, ma anche con un rinnovo progressivo dei livelli salariali, migliori condizioni contrattuali e una contrattazione collettiva forte. In particolare, i sindacati evidenziano come la contrattazione e l’azione collettiva siano strumenti chiave per affrontare mismatch tra domanda e offerta di competenze, tutela dei salari, e diritti dei lavoratori in un settore caratterizzato da trasformazioni tecnologiche rapide. Questo posizionamento si collega anche alle mobilitazioni e assemblee promosse dalle stesse organizzazioni in relazione al Contratto Collettivo Nazionale Metalmeccanici, sottolineando l’urgenza di risposte concrete e condivise per superare tensioni accumulate nei mesi precedenti.
Il Presidente del CNEL, Renato Brunetta, ha sottolineato il valore delle relazioni industriali e degli enti bilaterali nell’innescare percorsi di crescita strutturale, capaci di rompere “la trappola della bassa produttività” che ostacola molte PMI italiane. Per Brunetta – ospite di casa e figura chiave nella promozione del dialogo tra istituzioni e parti sociali – enti bilaterali e contrattazione collettiva sono strumenti essenziali per rafforzare competitività e modernizzazione del sistema produttivo nazionale.
L’evento al CNEL ha confermato l’importanza di un dialogo continuo tra istituzioni, imprese e sindacati, con la ricerca E.B.M. a fornire dati concreti e interpretazioni utili per impostare politiche del lavoro condivise e orientate al futuro.
Il campione
• 4.700 lavoratori e 1.420 imprese metalmeccaniche coinvolti nell’indagine
Occupazione e stabilità
• Oltre il 90% dei lavoratori giudica la propria posizione lavorativa molto o abbastanza stabile
• 55%: non ha mai temuto di perdere il lavoro negli ultimi 12 mesi
• 77%: non prevede di cambiare lavoro nei prossimi tre anni
Reddito e condizioni economiche
• 30% dei lavoratori nel Mezzogiorno ha difficoltà a coprire le spese mensili
• 39% nel Mezzogiorno tra chi fatica o non riesce a coprire le spese
• 44% delle famiglie al Sud non riesce mai a risparmiare (contro circa il 30% al Nord)
• 52% dei lavoratori ha prestiti o finanziamenti in corso diversi dal mutuo
• 63% nel Mezzogiorno ha forme di indebitamento extra-mutuo
Imprese: prospettive e occupazione
• 61% delle imprese prevede una fase di stabilità produttiva nei prossimi due anni
• 21% ipotizza un aumento degli addetti
• 71% stima livelli occupazionali stabili nel prossimo biennio
Competenze e manodopera
• 54% delle imprese ha avuto spesso difficoltà a reperire personale qualificato
• 91% considerando anche chi risponde qualche volta
• Principali cause:
o 52% scarsa disponibilità di candidati
o 31% forte concorrenza tra aziende
o 26% competenze non adeguate ai fabbisogni
Costo del lavoro e welfare
• 54% delle imprese ritiene il costo del lavoro molto rilevante per la competitività
• 67% ha introdotto nuove misure di welfare negli ultimi due anni
• 51% indica il welfare aziendale come leva prioritaria per sostenere il potere d’acquisto
• 45% punta sull’aumento dei minimi contrattuali
