Come funziona la nuova pace fiscale ragionata, selettiva e lunga (54 rate in 9 anni): basta saltare due pagamenti e si perdono benefici

La Rottamazione quinquies – prevista nella Legge di Bilancio 2026 e in via di approvazione definitiva – si presenta come una nuova e ultima finestra per regolarizzare i debiti fiscali pendenti. L’obiettivo del Governo dichiarato da Giorgetti è chiaro: «Non è un condono per chi ha fatto il furbo». Questa rottamazione si rivolge ai contribuenti “inadempienti regolari”: chi ha dichiarato ma non ha pagato. Un segnale di discontinuità importante rispetto al passato.

Una pace fiscale con il sapore del mutuo: 54 rate in 9 anni

La grande novità della Rottamazione quinquies è la lunghezza del piano di pagamento: 54 rate bimestrali da spalmare su un orizzonte di nove anni. Il contribuente potrà scegliere di saldare in un’unica soluzione oppure optare per la dilazione. Non ci saranno rate minime iniziali né importi forfettari da versare subito, ma si studia l’introduzione di un importo minimo per ogni rata. Una scelta che punta a realismo e sostenibilità: evitare maxi-rate, come nelle precedenti edizioni, che hanno messo in difficoltà i contribuenti e ridotto il tasso effettivo di adesione. Allo stesso tempo, la dilazione lunga permette a famiglie e imprese in crisi di “diluire” il peso fiscale senza rinunciare al principio della responsabilità contributiva.

Decadenza immediata e niente ritorno: la tolleranza zero sui pagamenti

Ma se la durata è lunga e flessibile, la disciplina dei pagamenti sarà inflessibile. Basteranno due rate non pagate – anche non consecutive – per perdere ogni beneficio. A quel punto, il debito tornerà esigibile in un’unica soluzione e non sarà più rateizzabile. Non solo: chi è già dentro la Rottamazione quater e risulta in regola con i versamenti non potrà migrare alla quinquies per ottenere condizioni più favorevoli. E i debiti già inseriti nella quater non potranno essere “recuperati” nella nuova definizione agevolata. La strategia è chiara: chi aderisce deve rispettare gli impegni. Non si tratta di un’altra scorciatoia, la pace fiscale quinquies si propone come un patto serio tra contribuente e Stato, fondato sulla fiducia ma anche sul rigore.

Cosa rientra e cosa no: fuori le multe e i tributi locali

La nuova rottamazione riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione 2000 al 2023. Si potrà sanare il solo capitale dovuto, saranno invece azzerati: le sanzioni amministrative; gli interessi di mora e iscritti a ruolo; l’aggio di riscossione. Restano esclusi i debiti da accertamento fiscale, quelli mai dichiarati; le multe stradali, l’IMU, la TARI e altri tributi locali, se non espressamente inclusi da delibere degli enti creditori.

Un provvedimento selettivo, ma dall’impatto potenzialmente enorme

Secondo i dati del Dipartimento delle Finanze, meno del 20% dell’evasione fiscale deriva da mancati versamenti da parte di chi ha presentato dichiarazione. Ma si stima che oltre 16 milioni di contribuenti abbiano almeno una cartella esattoriale ancora aperta. Seppure la platea della quinquies sarà più ristretta rispetto al passato, la misura potrebbe intercettare milioni di debiti ancora in sospeso, con effetti positivi tanto sul bilancio pubblico quanto sull’equità fiscale.

Un’occasione per chi vuole davvero rientrare, non per chi cerca scappatoie

Non ci sarà condono per chi ha occultato il reddito, ma solo una possibilità per chi ha fallito nei versamenti e ora vuole mettersi in regola. La filosofia che la ispira è progressista e meritocratica: chi si è comportato correttamente, pur senza riuscire a pagare, potrà avere una seconda possibilità. Chi ha nascosto, omesso o manipolato, no.

Una pace fiscale ragionata, non una resa dello Stato

La quinta edizione della definizione agevolata non è una resa dello Stato davanti alla montagna dei crediti inesigibili. È piuttosto un tentativo realistico di distinguere chi può pagare da chi non vuole pagare. Non più sanatorie a pioggia, ma percorsi personalizzati con obblighi reciproci. La fiscalità del futuro è utile solo se è giusta. E giusta solo se è seria.