Di fatto è una scelta di campo: al termine del Consiglio Supremo di Difesa, convocato al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella il 17 novembre 2025, l’Italia si allinea esplicitamente alla cornice della Pace di Sharm el-Sheikh e accredita il governo di Benjamin Netanyahu come interlocutore affidabile nel percorso verso un cessate il fuoco stabile e una soluzione politica del conflitto.
Nel documento, il Consiglio non si limita a registrare il fragile equilibrio emerso a Gaza, ma lo inserisce dentro una visione di sicurezza regionale, di contrasto all’antisemitismo e di difesa dell’architettura democratica europea, con un passaggio centrale: la necessità di attuare pienamente il piano di Sharm el-Sheikh, incluso il disarmo di Hamas, la fine dell’occupazione militare israeliana nella Striscia e la ricostruzione dell’enclave palestinese. È il quadro politico che lega, in modo inscindibile, sicurezza di Israele, tutela dei civili palestinesi e risposta sistemica alle minacce ibride e cognitive.
Nel comunicato finale si legge: «Anche in relazione alle decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU di concludere la missione UNIFIL, resta ineludibile garantire la sicurezza della Linea Blu, favorendo l’incremento delle capacità delle Forze Armate Libanesi. È stata affrontata inoltre la situazione critica in Libia e nel Sahel. Si tratta di un’area cruciale per la sicurezza del continente europeo. Il Consiglio valuta che le potenziali minacce derivanti da presenze ostili nel Mediterraneo meritino attenta considerazione anche da parte della NATO. Il Consiglio ha affrontato il tema della minaccia ibrida proveniente dalla Russia e da altri attori stranieri ostili, quale sfida complessa per la sicurezza dell’Europa e dell’Italia nonché per l’integrità dei processi democratici. Il Consiglio ha evidenziato i gravi rischi di una minaccia in continuo incremento, basata sulla pervasività e diffusione di attività offensive fondate sulla velocità, sul volume e sull’ubiquità della tecnologia digitale, nonché sull’impiego malevolo dell’Intelligenza Artificiale. Il Consiglio ha espresso preoccupazione per la manipolazione dello spazio cognitivo, attraverso campagne di disinformazione, interferenze nei processi democratici, costruzione di narrazioni polarizzanti e sfruttamento delle piattaforme digitali per indebolire la fiducia nelle istituzioni e minare la coesione sociale. A ciò si affiancano le operazioni cyber che possono avere come obiettivo le infrastrutture critiche, reti sanitarie, sistemi finanziari e piattaforme logistiche, con il fine di causare interruzioni, ritardi, frizioni e sfiducia sistemica. Il Consiglio ha condiviso la necessità, sottolineata anche in ambito europeo e dell’Alleanza Atlantica, di mantenere alta la vigilanza sulla tutela delle infrastrutture critiche nazionali, nella difesa contro gli attacchi cyber e nella dimensione cognitiva».
