Il Senato accelera sulle nuove norme di contrasto all’antisemitismo, con un percorso parlamentare che entra nel vivo ma che continua a intrecciarsi con tensioni politiche e divisioni tra i gruppi. La Commissione Affari costituzionali ha deciso di procedere rapidamente, orientandosi verso l’adozione di un testo base su cui lavorare con gli emendamenti, scelta sostenuta dalla maggioranza di centrodestra e ritenuta la via più veloce per arrivare all’Aula.
Sul tavolo della Commissione sono arrivati in queste ore nuovi disegni di legge, tra cui quello del Movimento 5 Stelle, che si aggiunge ai testi già depositati nei mesi scorsi. In totale i provvedimenti sono sette: oltre alle iniziative di Maurizio Gasparri (Forza Italia) e Massimiliano Romeo (Lega), figurano quelle di Ivan Scalfarotto (Italia Viva), Mariastella Gelmini (Noi Moderati) e, ora, le altre proposte delle opposizioni. Spetterà al presidente della Commissione, Alberto Balboni (Fratelli d’Italia), guidare la sintesi. Difficile, però, che l’iter consenta di arrivare in Aula per il 27 gennaio, Giorno della Memoria, come auspicato da Italia Viva. Gasparri spinge per non perdere tempo: «Noi vogliamo decidere il più presto possibile». La scelta procedurale è cruciale: adottare subito un testo base, come preferisce il centrodestra, oppure istituire un comitato ristretto per un testo unificato, opzione che richiederebbe tempi più lunghi e sostenuta dal Pd.
Proprio nel Partito democratico il tema ha aperto una frattura interna. I vertici dem cercano di ricucire lo strappo con Graziano Delrio, che a dicembre aveva depositato un testo poi sconfessato dal partito. Nelle prossime ore è attesa una riunione dell’assemblea dei senatori Pd per fare il punto e condividere la linea sul testo ufficiale a cui sta lavorando Andrea Giorgis, con l’obiettivo di evitare nuove spaccature. Sullo sfondo resta la preoccupazione democratica che alcune proposte del centrodestra possano finire per criminalizzare il dissenso politico nei confronti di Israele. La Commissione, intanto, chiarisce la rotta. «Non ci saranno ulteriori audizioni perché quelle svolte sono state molto esaustive», spiega Balboni al Riformista. «I gruppi potranno però indicare esperti per contributi scritti. Spero di arrivare al mandato al relatore entro tre o quattro settimane, per andare in Aula entro febbraio e dare una risposta forte al dilagare dell’antisemitismo». Un obiettivo ambizioso, che mette alla prova la capacità del Parlamento di trovare un equilibrio condiviso su un tema tanto sensibile quanto divisivo.
