L’ebreo Fiano non può e non deve parlare. Cacciato da Ca’ Foscari, dall’incontro “Voci per la pace”, Fiano — ex deputato Pd e presidente dell’associazione Sinistra per Israele – Due Popoli Due Stati — è stato interrotto da urla, cori, minacce. La notizia però è che per la prima volta il centrosinistra se ne accorge. E, meglio tardi che mai, l’indignazione è generale. Tutti, dal governo alle opposizioni, dalla destra alla sinistra passando per il centro, esprimono piena solidarietà all’ex deputato dem Emanuele Fiano.

Chi con qualche ipocrisia, chi obtorto collo, chi in colpevole ritardo. La solidarietà di Schlein arriva cinque ore dopo il fatto. Quella di Fratoianni sedici ore dopo. Sia come sia, a Fiano arrivano i messaggi dell’Anpi di Pagliarulo, della segretaria dem, persino di Maria Elena Delia, portavoce della Flotilla. C’è chi si stupisce, chi inorridisce. Lasciatevelo dire dal Riformista: episodi di questo tipo sono all’ordine del giorno – nelle aule di decine di università italiane e di riflesso nelle nostre pagine, da almeno due anni – dal giorno dopo il 7 ottobre 2023. Scandalizzarsi oggi significa confessare il più assoluto disconoscimento della realtà. Quella che noi raccontiamo ogni giorno, insieme all’Associazione Setteottobre, alle comunità ebraiche italiane e agli Studenti per Israele, denunciando puntualmente gli episodi: parlare in pubblico, per un ebreo, nell’Italia del 2025 è diventato quasi impossibile nelle università italiane. Era accaduto già nel 1938, in termini non molto diversi da quelli di oggi.

La prima volta furono gli squadristi in camicia nera, oggi gli squadristi con la falce e martello. Allora gridavano “abbasso gli ebrei!”, oggi “Palestina libera dal fiume al mare”. Il risultato è lo stesso: l’ebreo viene zittito, espulso, cancellato dallo spazio pubblico. Il racconto di Fiano è agghiacciante:«Alle 19 i portoni dell’università hanno chiuso, senza che potessimo concludere. Alcuni ragazzi mi hanno fatto il gesto della P38», racconta. «Forse non sanno che cosa significhi, ma chiude il cerchio. Mi hanno detto: “tu non devi parlare”. È la prima volta in vita mia che qualcuno me lo dice. Tecnicamente sono fascisti.» E aggiunge: «Urlavano Palestina libera dal fiume al mare, uno slogan che nega il diritto di Israele a esistere. Io invece credo in una politica che incontri l’altro, non che lo annulli».

La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha contattato Fiano per esprimergli solidarietà e lo ha invitato a «tornare insieme a Ca’ Foscari per riprendere il dibattito interrotto». La rettrice Tiziana Lippiello ha ricordato che «a Ca’ Foscari tutti hanno diritto di parola» e ha condannato «ogni forma di prevaricazione e intolleranza». Dalla sinistra, Laura Boldrini ha scritto: «Le nostre posizioni su Israele e Gaza sono diverse, ma in un Paese democratico ciascuno deve poter esprimere pacificamente la propria opinione. Il confronto deve mantenere toni civili». La senatrice a vita Liliana Segre ha aperto l’ufficio di presidenza della commissione Antidiscriminazione inviando un materno saluto a Fiano. La solidarietà all’ex deputato è stata manifestata da tutti i membri presenti in seduta. Lo stesso ufficio di presidenza ha programmato l’audizione di Fiano in merito a quanto accaduto.

Da Sinistra per Israele, Luciano Belli Paci, figlio di Liliana Segre, parla di “vergogna”: «È il momento di dare segnali forti per limitare questa intolleranza. C’è stata troppa tolleranza verso gli intolleranti. È una vergogna che ogni nostra iniziativa da due anni si debba svolgere blindata dalle forze dell’ordine». E Mariastella Gelmini (Noi Moderati) ha definito il fatto «gravissimo»: «Fuori la violenza e l’antisemitismo dalle scuole e dalle università». Il consigliere milanese Daniele Nahum, di Azione e membro della comunità ebraica, è netto: «Ricorda lo squadrismo fascista nelle modalità, ma la matrice è un’altra: l’antisemitismo di sinistra, oggi preponderante. Tutto parte dalle manifestazioni pro-palestinesi che da due anni inneggiano alla “liberazione della Palestina dal fiume al mare”, slogan che nega il diritto stesso degli ebrei a esistere». E aggiunge: «Il mondo progressista deve avviare una riflessione seria e urgente sulla piaga dell’antisemitismo al suo interno, prima che sia troppo tardi».

Non è solo ideologia. È una guerra cognitiva: un’operazione di manipolazione culturale che ha conquistato i campus, le piazze e perfino i media. Le parole diventano armi, la storia si piega, il pensiero critico si dissolve. “Antisionismo” è diventato la nuova parola d’ordine per legittimare l’antisemitismo, nascondendolo dietro il paravento dei diritti umani. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: studenti che inneggiano a Hamas in nome della “liberazione”, professori che tacciono, rettori costretti a dissociarsi, ebrei messi a tacere in nome della “pace”. Chi vuole “liberare Israele dal fiume al mare” vuole esattamente quello che è successo a Venezia: che gli ebrei siano messi fuori, siano messi a tacere. Non è stato un incidente, dal profilo politico. È stato l’atto deliberato di un progetto di annientamento. Ed è perciò ancora più grave che contro i suoi responsabili, tutti maggiorenni, la Procura di Venezia tardi ad aprire un fascicolo di indagine.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA SEGUENTE RETTIFICA

Con riferimento all’articolo “Emanuele Fiano, la Sinistra pare svegliarsi. Il racconto: “Mi hanno detto di stare zitto, è la prima volta che succede” pubblicato in data 29 ottobre 2025 respingiamo al mittente il tentativo di bollare come “antisemita” la contestazione all’evento accusa che non può essere rivolta a chi come noi comunisti, fa della lotta all’antisemitismo e al rifiuto di ogni discriminazione razziale una base costitutiva del proprio credo e agire politico. Non corrisponde al vero ed anzi è apertamente falso che l’on. Fiano sia stato contestato in quanto “ebreo”; la contestazione ha riguardato la posizione dei relatori sulla questione palestinese e non certo la loro origine “razziale” “etnica” o il loro credo religioso. Il nome della nostra organizzazione richiama quella dei giovani partigiani guidati dal comunista (ebreo) Eugenio Curiel, trucidato dai fascisti. Ogni accostamento a squadrismo, fascismo e antisemitismo è falso e strumentale utile solo a deviare l’attenzione dal merito della critica politica a Israele e ai suoi sostenitori da noi condotta. Continueremo a denunciare in ogni sede il genocidio del popolo palestinese in corso. Chi parla di “Sinistra per Israele” mentre Israele commette crimini di genocidio, viola il diritto internazionale, occupa i territori palestinesi e impone “apartheid” dovrebbe quantomeno accettare di poter essere contestato. FGC

Eleonora Tiribocchi

Autore