Nel cuore dell’ultimo anno politico italiano, mentre la maggioranza di governo procedeva tra tensioni europee e questioni interne, è arrivato un colpo di scena destinato a scuotere Forza Italia e il centrodestra: Pier Silvio Berlusconi ha lanciato un chiaro messaggio all’attuale leadership del partito azzurro, indicando la necessità di «facce nuove» e ribadendo la sua visione per il futuro della storica formazione politica italiana.
Parlando con i giornalisti negli studi Mediaset durante gli auguri di fine anno, l’amministratore delegato e vicepresidente di MFE — Media For Europe non ha usato mezzi termini. Pur riconoscendo la gratitudine verso Antonio Tajani, che «ha tenuto in piedi il partito dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi», Pier Silvio ha sottolineato che «per il futuro servono inevitabilmente facce nuove, idee nuove e un programma rinnovato». La dichiarazione arriva in una fase in cui il partito, storicamente centro di gravità per i riformisti, i moderati e i liberali di centrodestra, cerca una propria identità in un quadro politico sempre più polarizzato. Ma la nota di Pier Silvio non si limita al mero richiamo alla novità generazionale: è anche — implicitamente — un invito a una riflessione più profonda sulla direzione strategica di Forza Italia, sulle sue priorità legislative e sul rapporto con gli alleati di coalizione.
Non per niente il presidente della regione Calabria, il riconfermato Roberto Occhiuto, sta per annunciare il varo della sua nuova corrente. Una componente giovane, liberale, europeista che potrebbe ricevere ulteriore forza da altri componenti dell’attuale vertice azzurro.
In particolare, l’AD di Mediaset ha espresso scetticismo nei confronti dello ius scholae così come proposto dall’attuale dirigenza, sostenendo che non si tratta di una priorità per gli italiani e che il dibattito su tale tema non dovrebbe monopolizzare l’agenda politica. Pur evitando toni netti, la critica alinea il management mediatico di Berlusconi con una visione più pragmatica e focalizzata sulle esigenze percepite dall’elettorato moderato.
Le parole di Pier Silvio hanno acceso un dibattito non solo tra le correnti interne di Forza Italia, ma anche tra gli alleati di governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pur apprezzata per la leadership europea e per la gestione della coalizione, potrebbe trovarsi a fronteggiare uno scenario in cui il ruolo della famiglia Berlusconi torna a essere un elemento di pressione e influenza nel centrodestra.
È interessante notare che, sebbene Pier Silvio abbia escluso una discesa in campo immediata, nemmeno ha chiuso definitivamente a un futuro impegno politico diretto: «Non è un tema che oggi esiste, ma è naturale che io e Marina ci si appassioni ai destini di Forza Italia, è il lascito più importante di nostro padre».
