Francesca Albanese, la special agitateur abusa del suo incarico e infanga l’Italia

FRANCESCA ALBANESE, RELATRICE SPECIALE DELLE NAZIONI UNITE SUI TERRITORI PALESTINESI OCCUPATI

Immaginiamo che Francesca Albanese sosterrà di adempiere al proprio mandato di relatrice speciale alle Nazioni Unite istigando via social gli “italiani e italiane” a rivoltarsi contro il proprio Paese, accusato da questa disinvolta attivista di “partecipare alla colonizzazione di Gaza”. E immaginiamo che siano con lei i suoi numerosi agenti politici ed editoriali, concordi nel ritenere che fare comizi contro uno Stato sovrano appartenga al perimetro dei compiti legittimi di un consulente tenuto a doveri di prudenza, imparzialità e moderazione nei propri comportamenti pubblici.

Deve trattarsi di un perimetro ben ampio se vi rientra il “post” con cui Francesca Albanese, a guarnizione di quel manifesto da capopopolo, si mette ad accusare l’Italia di “usare i soldi degli italiani non per ricerca, sanità, arte, cultura, per aiutare i fuorisede a votare”, ma per partecipare a iniziative che ha definito di “vergogna coloniale”. Dovrebbe essere chiaro a chiunque dotato di senno che comportamenti simili sarebbero accettabili in un corteo di urlatori o se venissero dai banchi di una sguaiata opposizione parlamentare, ma sono da condannare con ogni fermezza se a tenerli è un consulente dell’Onu che davvero non è incaricato di imperversare in questo modo nel dibattito pubblico.

Non serve avere il culto della Repubblica italiana, né delle istituzioni che la sorreggono, né del governo che ne traccia l’indirizzo politico per pretendere che questa sedicente avvocata la smetta una buona volta di comportarsi come un’agitatrice sotto la copertura di un incarico ormai palesemente strumentalizzato. Qui discutiamo di una persona che, sventolando il titolo di “special rapporteur”, accusa l’Italia di complicità in crimini orrendi. Discutiamo di una persona che partecipa a conferenze stampa a margine delle sedute istituzionali e si lascia andare a divagazioni sul “livello di immaturità politica” dell’Italia, arrivando a definire “grottesco” l’intervento del rappresentante italiano alle Nazioni Unite. Discutiamo di una persona che – utilizzando l’immunità di cui gode – agisce non solo oltre ogni limite e anzi in plateale violazione del proprio mandato, ma direttamente contro la Repubblica italiana.

È una situazione che non dovrebbe essere tollerata dal complesso della classe politica e parlamentare del nostro Paese, senza distinzioni. Perché l’azione di cui si rende responsabile Francesca Albanese non attenta a una maggioranza, non infierisce su una coalizione, non turba una linea esecutiva: lede l’Italia, lede la sovranità popolare, la quale si esercita nelle forme e nei limiti costituzionali, non secondo i capricci di una consulente che abusa del proprio incarico sbertucciando i rappresentanti istituzionali del proprio Paese. Chi – dai giornali, dalle televisioni, dalle assemblee legislative – pensasse di fare cosa furba utilizzando a fine di battaglia politica le scompostezze di Francesca Albanese; chi ne accreditasse gli spropositi pensando che vengano buoni perché molestano l’avversario, farebbe soltanto uno stupido danno a un Paese che merita di meglio.