Gennaro Sangiuliano: “In Campania nomine politiche e appalti lenti. Dobbiamo concentrarci su sanità, trasporti e pagare meglio medici e infermieri”

GENNARO SANGIULIANO POLITICO

Gennaro Sangiuliano porta in Consiglio regionale della Campania l’esperienza di ex ministro della Cultura, trasformata in azione concreta per una Regione ricca di storia ma alle prese con emergenze quotidiane. Eletto all’unanimità capogruppo di Fratelli d’Italia a dicembre 2025, pone al centro sanità e trasporti, proponendo un’opposizione «intransigente ma aperta»: dialogo su soluzioni reali, dura su sprechi e clientelismo.

Quali esperienze dal governo nazionale porta nel ruolo di capogruppo FdI in Regione Campania?
«La consapevolezza che la Campania è una delle Regioni più ricche di patrimonio artistico e culturale. Un tesoro dal valore immenso, retaggio di una storia importante. Il succedersi di importanti civiltà ha fatto sì che ciascuna di esse lasciasse qualcosa di significativo. Questo patrimonio va valorizzato e può costituire un fattore di sviluppo economico straordinario. La nostra Regione ha una centralità culturale e geopolitica nel Mediterraneo».

Quali sono i suoi primi obiettivi concreti per il gruppo FdI?
«Dobbiamo concentrarci su quelle che ho indicato come le grandi emergenze: sanità e trasporti. Occorre fare investimenti in nuovi ospedali, pagare meglio medici e infermieri. Sappiamo tutti che a fronte di una classe medica e paramedica di eccellente qualità, i cittadini della Campania muoiono prima di quelli di altre Regioni perché a molti è negato il diritto a curarsi. Sul fronte trasporti, invece, occorre sbloccare le risorse che ci sono per investimenti infrastrutturali. Attorno all’Eav, la società a cui è affidata la gestione del trasporto pubblico locale ferroviario e automobilistico, ci sono enormi criticità e opacità. Ho letto sui giornali della vicenda relativa all’acquisto di nuovi treni e sono rimasto sconcertato».

In che modo il gruppo FdI intende collaborare o opporsi alla maggioranza regionale su temi come l’Eav e il servizio pubblico di trasporto?
«Siamo all’opposizione, ma non per partito preso: collaboriamo dove serve concretezza, come sul rilancio dell’Eav, proponendo un tavolo tecnico per audit esterni e investimenti infrastrutturali. Se la maggioranza accetta il nostro piano per digitalizzare i biglietti, creare un’app unica per il trasporto pubblico e sanare i debiti, possiamo discutere. Altrimenti, opposizione dura in Consiglio: mozioni mirate ai manager inefficienti e ricorsi alla magistratura per sprechi. Non è sterile ostruzionismo, ma difesa dei pendolari campani».

Quali sono i limiti per un dialogo con la Giunta su sanità e mobilità?
«Intransigente ma aperta significa affermare le proprie visioni senza avere pregiudizi ideologici e guardare a soluzioni reali se esse vanno nella direzione dell’interesse dei cittadini. Intransigenti sui fallimenti cronici: non accettiamo alibi sui pronto soccorso al disastro o treni fermi. Aperti al dialogo su emergenze condivise come sanità e mobilità, ma con limiti netti: zero fondi a progetti clientelari, trasparenza totale sui bilanci e veto su aumenti di tasse. Se la Giunta ci convoca per un patto anti-ritardi, ci sediamo; se tentano scorciatoie populiste, denunciamo tutto in piazza e in Aula».

Con il centrodestra all’opposizione in Campania, come valuta l’operatività della Giunta rispetto ad altre Regioni come il Veneto?
«Parlano i numeri: liste d’attesa al 200% rispetto al dato nazionale, trasporti con affidabilità al 60% contro l’85% del Veneto. Lì, Zaia ha fatto la sanità digitale e i treni puntuali grazie a una governance snella; qui, assistiamo a nomine politiche e appalti lenti. Il centrodestra all’opposizione vigilerà per smascherare i gap».

Da ministro, tanti progetti per Napoli erano andati in porto e inoltre aveva avviato interventi come il recupero dell’Albergo dei Poveri…
«Molti interventi promossi da me sono realtà, a cominciare dalla grande rigenerazione dell’Albergo dei Poveri. E poi, Capodimonte, Pompei, Ercolano, il Museo Caruso, quello del libro, la Floridiana, la Reggia di Carditello. E anche piccoli interventi come la Chiesa dell’Annunziata a Giugliano. Monitorerò dalla Regione che le cose vadano avanti con onestà ed efficienza».

Qual è il messaggio principale che vuole lanciare ai campani oggi?
«La nostra Regione ha una grande storia, un passato che è un valore, ha un paesaggio, anche nelle zone interne, meraviglioso, un dono di Dio. Ma la cosa più importante è il capitale umano, persone brave, competenti, alcune eccellenze, che vogliono impegnarsi. Il Sud e la Campania possono essere il motore di un nuovo miracolo economico italiano. Insieme, riprendiamoci il futuro!».