Gli anni Settanta, belli e dannati tra inquietudini e speranze: lo sfondo di “Famiglia Primavera”, il romano di Sandro Baldoni

È passato mezzo secolo da allora, il mondo è un altro, e quell’Italia non c’è più. Ma rivive. Nella memoria, nei film, nei romanzi. Gli anni Settanta, belli e dannati, sono dentro questo bel romanzo di Sandro Baldoni, scrittore già rodato, che s’intitola “Famiglia Primavera” edito da E/O. Qui ci sono le inquietudini di quella stagione, le speranze e le delusioni, tutto di corsa accadeva in un Paese strano, pieno di bellezza e di brutture.

«Era davvero quella cosa lì, la politica? Erano così poco trasparenti le istituzioni che tanto spesso ci veniva chiesto di onorare e rispettare? E così deludenti erano gli effetti a lungo termine della democrazia, tra i pochi argomenti che mi avessero appassionato durante le lezioni di filosofia antica?», dice il protagonista con domande che svelano tutto un clima di quegli anni. È un ventenne in bilico tra l’affetto per il piccolo paese in cui vive – Monteacuto, Umbria – e l’urgenza di avventurarsi per il mondo. Una famiglia sghemba, già segnata dal lutto, dove però circola molto amore. Il padre, che si vuole candidare per il Psi, dove c’è gente – dice al figlio stupefatto – come Lombardi, Loris Fortuna. Nel romanzo di Baldoni, ognuno cerca di emergere a modo suo, mentre è importante lo sfondo tra lotte, progresso e lo spettro della violenza che avanza, fino a Moro.

È la storia di una famiglia, Primavera appunto, che dietro la gioiosità del nome cela ansie destinate a dividerla. Valerio, il padre, progettista di sogni impossibili, ha perso il suo grande amore e lo ricerca invano in ogni altra donna. Francesco, neolaureato in ingegneria, vola dall’altra parte dell’Oceano a caccia di fortuna. Eva, l’unica sorella, fa l’avvocato a Torino e tiene assieme il gruppo anche da lontano con innata autorevolezza. Giovanni, il più piccolo e il più ribelle, è già con un piede nel nuovo millennio, anche se ancora non lo sa. E poi c’è Marco, che fa la spola tra il microcosmo di Monteacuto e città sempre più grandi, curioso di mettersi alla prova in tutte le direzioni.

Mentre il mondo attorno a loro cambia a ritmo sempre più frenetico, i Primavera sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto senza troppi pudori, per affrontare meno soli la vita in ogni sua complicata piega. Tante cose belle, tantissime brutte: l’eroina, le pistole… Mezzo secolo fa, gli anni sono volati.