Guerra in Medio Oriente, droni iraniani fino a Cipro. Israele bombarda Libano e Teheran, Trump rilancia: “Li stiamo massacrando”. Tajani: “70mila italiani nella Regione”

Terzo giorno di guerra in Medio Oriente dopo l’attacco lanciato da Usa e Israele sabato 28 febbraio contro l’Iran che ha provocato la morte della guida suprema Khamenei e dei vertici del governo e dei pasdaran.  La reazione di Teheran non si è lasciata attendere e sono stati lanciati missili contro Israele e le basi americane nella regione (Kuwait, Emirati Arabi, Qatar, Giordania, Kurdistan iracheno). Per le strade della capitale iraniana c’è chi inneggia alla fine della Repubblica Islamica, altri invece sono scesi in piazza per piangere la morte di Khamenei con l’Iran che ha annunciato la nomina della nuova Guida Suprema della teocrazia nelle prossime 48 ore. Una guerra che ha provocato danni a centinaia di petroliere e navi che trasportano Gas naturale liquefatto e che da giorni sono bloccate nello Stretto di Hormuz. Una situazione che ha fatto schizzare l’allarme sul petrolio, con prezzi saliti vertiginosamente.

Nella notte di lunedì 2 marzo Israele è stata attaccata anche dal sud del Libano, con razzi lanciati da Hezbollah. Immediata la risposta dell’Idf, che ha ordinato alla popolazione libanese di lasciare le case “urgentemente” e di non avvicinarsi a strutture sospette. Più di trenta i morti a Beirut dopo i bombardamenti israeliani con l’esercito che ‘non esclude’ un’invasione via terra nei prossimi giorni. Colpito ‘un importante terrorista a Beirut‘, potrebbe trattarsi del leader delle milizie sciite Naim Qassem.

Intanto per la Mezzaluna Rossa, sono almeno 555 i morti in Iran dall’inizio dei raid israelo-americani. Esplosioni si sono verificate anche a Gerusalemme, Dubai e Doha a causa dei missili iraniani che hanno sventrato anche un condominio a Beit Shemesh, in Israele, uccidendo 9 civili. L’Iran, nonostante le defezioni subite, sta proseguendo la rappresaglia contro i Paesi ostili: esplosioni udite in tutto il Golfo. I paesi arabi del Golfo alleati degli Stati Uniti si dicono uniti nel valutare ipotesi di risposta militare all’Iran in nome del diritto all’autodifesa dopo gli attacchi iraniani nei loro rispettivi territori. In un documento congiunto, Arabia Saudita, Bahrain, Giordania, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti affermano “il diritto di autodifesa” contro questi attacchi per “difendere i nostri cittadini”.

Gli Stati Uniti registrano il quarto militare deceduto dall’inizio della guerra, con il presidente Donald Trump che, al Telegraph, si è detto soddisfatto di quanto avvenuto in questi primi giorni di guerra: “Avevamo sempre previsto quattro settimane di guerra. Avevamo anche previsto che ci sarebbero volute due o tre settimane per eliminare parte della leadership, ma siamo riusciti a eliminarla tutta in un solo giorno. Quindi siamo stati molto più veloci del previsto”.