Guerra in Ucraina, il sistema tecnologico della gamification: ogni risultato porta a dei premi

Ukrainian President Volodymyr Zelenskyy gestures while speaking at a joint press conference with Lithuania's President Gitanas Nauseda and Polish President Karol Nawrocki, at the Presidential palace in Vilnius, Lithuania, Sunday, Jan. 25, 2026. (AP Photo/Mindaugas Kulbis) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

La guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina non sta cambiando soltanto gli equilibri geopolitici europei: sta trasformando il modo stesso di combattere. Dopo quasi quattro anni di conflitto ad alta intensità, Kyiv sperimenta strumenti organizzativi inediti, tra cui un sistema di “gamification” applicato alle operazioni con droni. Un meccanismo che assegna punti alle unità per i risultati ottenuti sul campo e consente di convertirli in nuovi equipaggiamenti.

La gamification nasce in ambito commerciale e digitale: utilizza dinamiche tipiche dei videogiochi – punteggi, ricompense, classifiche – per orientare i comportamenti. Piattaforme globali come Temu hanno costruito parte del proprio successo su vendite lampo, premi e “ruote della fortuna” virtuali capaci di rafforzare l’engagement degli utenti. Oggi, in modo del tutto diverso e ben più drammatico, logiche simili entrano nello spazio bellico. Secondo quanto riportato dalla BBC, l’Ucraina avrebbe introdotto un programma denominato “Army of Drones: Bonus”, fondato su “e-points” attribuiti alle unità che documentano con prove video la distruzione o il danneggiamento di obiettivi russi. I punti, verificati da un centro di valutazione a Kyiv, possono essere convertiti in crediti da spendere su una piattaforma governativa – il “Brave1 Market” – che offre droni e strumenti di guerra elettronica. Il principio è meritocratico: maggiore è la rilevanza strategica del bersaglio colpito, più alto è il punteggio. In un contesto in cui l’Ucraina affronta una superiorità numerica e materiale russa, la razionalizzazione delle risorse è una necessità. Premiare precisione, rapidità e capacità tecnica significa cercare efficienza in condizioni di scarsità. Dal punto di vista della finanza pubblica, è un tentativo di collegare allocazione delle risorse e performance operativa.

Il sistema si accompagna a una dimensione narrativa e simbolica. Il videogioco “Death from Above”, sviluppato dalla società tedesca Rockodile Games e distribuito con il coinvolgimento di Lesser Evil, consente ai giocatori di impersonare operatori di droni ucraini. Il progetto è collegato alla campagna social NAFO e destina parte dei proventi a enti benefici ucraini. Sotto il profilo psicologico, la logica dei punti intercetta bisogni profondi: autonomia, competenza, riconoscimento. Rendere visibile la performance attraverso classifiche mensili può rafforzare il senso di efficacia individuale e collettiva. Non è un caso che diverse forze armate occidentali stiano studiando con attenzione l’esperienza ucraina. Ma ogni sistema di misurazione comporta rischi. La cosiddetta legge di Goodhart insegna che quando un indicatore diventa obiettivo, perde la sua funzione originaria. Se il successo operativo è tradotto in punteggio, le unità potrebbero privilegiare obiettivi “redditizi” in termini di punti, anche quando marginali sul piano strategico. Oppure competere tra loro per colpire lo stesso target, con spreco di munizioni e duplicazione degli sforzi.

Esiste poi un possibile effetto cumulativo: i reparti più premiati ottengono equipaggiamenti migliori e quindi aumentano ulteriormente le proprie performance, ampliando il divario interno. In termini organizzativi, un circolo potenzialmente virtuoso ma anche destabilizzante. La digitalizzazione del conflitto – droni, schermi, interfacce – riduce la distanza fisica dal nemico. La gamification rischia di accentuare il distacco emotivo, trasformando la distruzione di mezzi e vite in una metrica astratta. In un ordinamento fondato sul diritto internazionale umanitario, la proporzionalità e la distinzione restano principi inderogabili, anche nell’era degli algoritmi. L’Ucraina combatte per la propria libertà e per la sicurezza europea. Innovare è legittimo, talvolta indispensabile. Ma proprio perché Kyiv ambisce a entrare pienamente nella famiglia europea, la sfida è chiara: coniugare efficienza militare, controllo democratico e rispetto delle regole. Anche quando la guerra diventa un sistema a punti, la bussola deve restare il diritto.