Esteri
La proposta indecente: intesa russo-americana per mettere fine alla guerra in Ucraina. Zelensky con le spalle al muro
Si allunga l’ombra di una intesa russo americana per mettere fine alla guerra in Ucraina? Ne hanno dato notizia tre testate internazionali: Axios, Politico e Financial Time. I termini del piano sarebbero stati negoziati da uomini del business, un immobiliarista e un finanziere: il solito Steve Witkoff per Trump e il capo del fondo sovrano russo Kirill Dmitriev per Putin.
Il piano verrebbe incontro alle pretese avanzate da Putin fin dai giorni dell’assalto all’Ucraina nel febbraio del 2022 e riproposte nell’incontro di Anchorage nell’agosto del 2025: cedere a Mosca l’intero Donbass. Dal 2014 ad oggi, Putin si è impadronito di circa il 20% del territorio ucraino. Ha costituzionalmente annesso territori che i russi non controllano e che gli ucraini difendono consapevoli che cederli aprirebbe la strada verso città cruciali come Kharkiv. L’Ucraina dovrebbe cedere il territorio che la Russia non è riuscita a conquistare in quasi quattro anni di guerra e oltre un milione tra morti e feriti russi.
Non solo. Tornano le richieste che il russo sia lingua di Stato (nei territori occupati i russi impongono la sostituzione della lingua ucraina con il russo) e che la Chiesa ortodossa russa (la stessa che ha definito una guerra sacra l’aggressione all’Ucraina) riceva uno status ufficiale in Ucraina. Non ci si ferma qui. L’oltraggio maggiore è che verrebbe imposto un dimezzamento degli effettivi dell’esercito ucraino con la rinuncia ad alcuni tipi di armi. Sarebbe in sostanza la resa della Ucraina trasformata in una realtà a sovranità limitata per ricorrere ad un lessico familiare all’agente del Kgb che comanda a Mosca. Una Ucraina che dovrebbe vivere agli ordini di Putin ed esposta alle minacce russe. Parliamoci chiaro. Gli scandali esplosi a Kiev hanno indebolito Zelensky. Su questa storia trovo paradossale che Dmitry Medvedev abbia sostenuto nei giorni scorsi che a far emergere gli scandali siano stati gli Stati Uniti desiderosi di liberarsi di Zelensky. Ma lasciamo il lugubre Medvedev e giungiamo al punto di fondo.
Si intende mettere Zelensky con le spalle al muro? Costringerlo ad accettare una “pace cartaginese”? Nel mondo di Trump, un mondo di pochissimi attori veramente sovrani, dove non esistono che interessi nazionali da perseguire cinicamente e senza scrupoli, l’unico principio ordinatore è quello della forza: i soggetti più deboli debbono accettare le richieste dei più forti. Rispetto alla aggressione russa dell’Ucraina Trump ha avuto un atteggiamento altalenante, promettendo una velleitaria rapida risoluzione del conflitto, facendo molte concessioni a Putin per poi ritornare sui suoi passi. In realtà, Trump non ha mai abbandonato lo schema che prevede concessioni territoriali a Mosca di cui si riconosce la sfera di influenza nell’area, con una Ucraina costretta ad accettare accordi economici con gli Usa particolarmente squilibrati per quanto riguarda lo sfruttamento delle sue risorse, disimpegno statunitense, limitata garanzia di sicurezza all’Ucraina. Si intende muovere in questa sciagurata direzione?
Si sappia allora che la società civile ucraina non accetterebbe mai una pace che privasse gli ucraini del diritto di essere una nazione con una propria cultura nazionale e uno Stato. La storia di trentaquattro anni di indipendenza ucraina è la storia di un paese che combatte tenacemente per il proprio posto in Europa e nel mondo libero. Non tutto gli riesce, ma non si arrende. Così stanno le cose. Importante che ne siano consapevoli gli europei. C’è da sperare che il piano annunciato su alcune testate sia una invenzione o comunque i contenuti siano altri e da discutere con gli ucraini e gli europei. In ogni caso è indispensabile che gli europei reagiscano immediatamente, che si facciano sentire. Riaffermino che difenderanno la indipendenza di Kiev fino a quando sarà necessario. La guerra russo-ucraina non è una guerra locale tra la Russia e l’Ucraina. Putin è convinto di combattere non contro l’Ucraina ma contro l’Occidente sul territorio dell’Ucraina. Dall’esito di questa guerra non dipenderà soltanto il futuro dell’Ucraina, segnerà il futuro dell’Europa nel suo complesso.
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