Esteri
Hamas e Hezbollah, le mani sull’Europa. Il Mossad svela la rete del terrore
I servizi di intelligence israeliana hanno smantellato un network europeo legato ai proxy iraniani di Gaza
L’inchiesta del Riformista sulla rete iraniana in Europa continua a far parlare. La presidenza del Consiglio non è rimasta passiva: avrebbe chiesto – il condizionale è d’obbligo – di acquisire le informazioni pubblicate. Una verifica degli apparati di intelligence sarebbe in atto per smascherare l’Unità 11mila e l’Unità 840, le loro ramificazioni in Europa e in Italia. La valutazione del grado di pericolosità resta riservata, ma non è azzardato parlare di massima allerta.
Hezbollah si muove nel vecchio continente con passaporti iraniani e albanesi. Sarebbero proprio alcuni gruppi criminali albanesi, già attivi nel traffico di droga, a fornire la manovalanza necessaria per studiare i possibili obiettivi da colpire. Ma non c’è solo Hezbollah. In questa rete entra anche Hamas. Le due organizzazioni “consorelle”, entrambe legate a Teheran, avrebbero cellule e appoggi in Italia, Regno Unito, Spagna, Francia, Germania e Svezia. Proprio a Stoccolma, secondo le indiscrezioni da noi raccolte, Hamas avrebbe stabilito il suo quartier generale per l’Europa. Dal triangolo tra l’ambasciata iraniana ad Ankara, la copertura diplomatica a Roma e la centrale in Svezia proverrebbe la minaccia più consistente. La nostra inchiesta è una tessera che si incastra con quelle che il Jerusalem Post ha pubblicato ieri, attribuendole al Mossad.
Una rete di infrastrutture europee legate al terrorismo di Hamas è stata smantellata dall’intelligence israeliana, rivelando l’esito di una lunga indagine condotta insieme ai servizi di sicurezza e alle forze dell’ordine europee per sventare attacchi pianificati contro obiettivi israeliani ed ebraici. Il Mossad ha spiegato che già a settembre aveva aiutato le autorità europee a identificare Mahmoud Naim – figlio di un alto dirigente di Hamas, Basem Naim, oggi consigliere senior del leader di Hamas Khalil al-Hayya – come l’architetto dell’intero complotto. Secondo l’agenzia, Naim aveva incontrato il padre in Qatar per organizzare il piano, un elemento che dimostra come Hamas, ai suoi livelli più alti, stesse sponsorizzando operazioni terroristiche. Secondo il Mossad, anche funzionari di Hamas presenti in Turchia erano coinvolti. L’agenzia israeliana afferma di aver sventato “decine” di operazioni terroristiche di Hamas.
Dopo il massacro del 7 ottobre, Hamas ha accelerato gli sforzi per costruire cellule e infrastrutture logistiche in Europa, replicando il modello operativo dell’Iran e dei suoi proxy. Il Mossad ha dichiarato di continuare a neutralizzare regolarmente “decine” di complotti di diversa natura in tutto il mondo, nell’ambito del suo mandato contro il terrorismo all’estero. L’agenzia ha attribuito i recenti successi alla “stretta e costante collaborazione” con i servizi europei e ha sottolineato che gli sforzi proseguono senza sosta.«Il Mossad, insieme ai suoi partner in Israele e nel mondo, lavora instancabilmente per sventare attacchi contro israeliani, ebrei e altri civili innocenti ovunque», si legge nella nota. A Vienna, a settembre, l’Agenzia per la Sicurezza e l’Intelligence dello Stato austriaca ha scoperto e sequestrato un deposito di armi che includeva pistole e materiale esplosivo, portando alla detenzione e all’interrogatorio di sospetti legati a una rete di Hamas. I media locali hanno poi riferito del ritrovamento di un altro deposito riconducibile all’organizzazione nella capitale e dell’arresto correlato avvenuto a Londra.
«Servirebbe una centrale di informazioni europea, una Schenghen dell’intelligence per accelerare l’interscambio di informazioni riservate e arrivare prima a indentificare i componenti delle reti di cui parliamo», dice l’ex capo del controspionaggio italiano, Marco Mancini, al Riformista. Qualche primo segnale c’è. Secondo il Mossad, i partner europei hanno rafforzato la cooperazione con i servizi israeliani, irrigidendo al tempo stesso le misure legali contro l’incitamento e le reti di finanziamento riconducibili a Hamas. In Germania, recenti processi e perquisizioni hanno preso di mira presunti operativi e sostenitori di Hamas, riflettendo un cambiamento più ampio nell’approccio alla lotta contro le infrastrutture estremiste in tutto il continente. Parallelamente, sempre in Germania, le autorità hanno arrestato diversi sospetti lo scorso novembre con l’accusa di agire per conto dell’organizzazione terroristica fornendo armi. La polizia ha sequestrato fucili d’assalto, pistole e munizioni. Ulteriori arresti sono avvenuti questo mese: secondo gli investigatori, un operatore legato a Hamas avrebbe contribuito a procurare armamenti per attacchi pianificati in Europa.
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