Punto di svolta notevolissimo
I Pasdaran sono terroristi, decisione storica dell’Ue dopo il pressing di Israele
L’annuncio europeo di nuove sanzioni nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran è poca cosa se paragonata alla decisione, ben più significativa e implicante, di inserire tra le organizzazioni terroristiche il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Non a caso facevano ieri tanto rumore le dichiarazioni del plenipotenziario degli Esteri dell’Unione, Kaja Kallas: “Se ti comporti come un terrorista”, ha dichiarato preconizzando l’inserimento dei Pasdaran in quella lista famigerata, “devi essere trattato come un terrorista”.
La decisione ha ricaschi che vanno ben oltre le responsabilità sul fronte interno del regime iraniano, di cui il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica costituisce un tradizionale presidio sanguinario. L’azione dei Pasdaran, infatti, non da oggi travalica il perimetro delle attribuzioni originarie, riferite perlopiù alla salvaguardia del regime. L’influenza tentacolare iraniana in Medio Oriente si è sviluppata con il contributo di quelle milizie, e inserirle nell’elenco delle formazioni terroristiche significa destituire di qualsiasi legittimità la pluridecennale opera di intrusione del regime nei Paesi circostanti.
Rispetto alle sanzioni, dunque, si tratta di un’iniziativa politica di impatto incomparabile. Ovunque si trovino e ovunque operino, i membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica potranno essere contrastati in funzione anti-terroristica, con i ben diversi – e più ampi – margini di operatività che la cosa comporta. Saranno trattati al pari “di al-Qaeda, Hamas e Daesh”, ha dichiarato ancora Kaja Kallas. Che il proclama trovi poi riscontro in misure concrete è tutto da vedere (Hamas, per esempio, gode di una certa impunità di fatto, per quanto sia considerata organizzazione terroristica), ma è ovvio che il punto di svolta è notevolissimo e si compie, davvero non casualmente, mentre il naviglio statunitense si approssima alle coste iraniane.
Serve aggiungere che a questa decisione non si arriva per caso, né un’Unione europea finora colpevolmente inerte l’avrebbe presa se il regime iraniano non avesse perduto pezzi durante la guerra che ha scatenato contro Israele. È l’azione militare israeliana su Hamas, è l’Intelligence israeliana che ha fatto esplodere migliaia di cercapersone in faccia ad altrettanti militanti di Hezbollah in Libano, è l’assassinio a Teheran di Ismail Haniyeh, ospite proprio delle Guardie della Rivoluzione Islamica, è la guerra dei dodici giorni contro il programma nucleare iraniano, è tutto questo che ha portato l’Europa alla decisione di ieri. E ce l’ha portata nonostante il fatto che, proprio dal seno europeo, tutte quelle azioni militari e antiterroristiche israeliane fossero a dir poco mal giudicate, quando non condannate senz’altro.
Il fatto che sia stato necessario contare decine di migliaia di morti perché la realtà del terrorismo iraniano fosse presa in considerazione qui da noi, dopo che dappertutto aveva infierito tanto ferocemente, racconta in modo tragicamente efficace quanto tempo si sia perduto.
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