Il partito di Vannacci, gli strillatori di destra e i cantori di sinistra uniti (nel nome di Putin) da chi vuole destabilizzare il governo

FUTURO NAZIONALE LOGO PARTITO ROBERTO VANNACCI ELAB

Il generale Roberto Vannacci farà un partito? Per ora sta buttando all’aria gli schieramenti politici. Da una parte c’è il governo di Roma, che avrà molti limiti, ma nello scenario globale è saldamente europeista, occidentale e schierato per la libertà dell’Ucraina. Dalla stessa parte, un tal Mario Draghi, che guidò l’Europa al quantitative easing, e da premier italiano fu subito al fianco di Kiev. Oggi dice che o l’Unione sarà federale o diventerà terra di conquista, “sottomessa, divisa e deindustrializzata”.

Dall’altra parte, si fa strada uno strano ircocervo politico. Accanto alla fronda guidata da Vannacci, infarcita di pezzi di Lega e di cianfrusaglie dell’estrema destra italiana, irrompono i neo-partigiani di Pd-Avs-5S che le sbarrano la strada della Camera sulle note di Bella Ciao. Il risultato è che, con la scusa di opporsi al rinascente fascismo, gli fanno una sonora propaganda. I vannacciani volevano proporre un bizzarro programma di remigrazione, invece si vedono consegnare l’alloro dei martiri del libero pensiero. Così i relitti di Casapound possono persino darsi un futuro: “Ritorneremo”, proclamano, con la fierezza degli arditi di un secolo fa.

Putin unisce tutti

A unire gli strillatori di destra e i cantori di sinistra è la sagoma di Vladimir Putin. Per lui, destabilizzare il governo italiano è obiettivo geopolitico prioritario. E passa per sabotare da destra la sua maggioranza. Se ne dev’essere accorto anche Salvini: non a caso, il suo presidente della Camera Lorenzo Fontana ha sprangato la Camera ai dissidenti. In effetti, avrà pensato il leader leghista, portarsi nelle liste europee uno come Vannacci mi ha fatto reggere il voto, ma oggi rischio di fare la fine dell’apprendista stregone. E giocare all’estremista dentro il governo funziona: “Cauzione per chi manifesta! 48 ore di fermo di polizia!”. Ma si può fare solo finché un governo c’è.

Ci si potrebbe chiedere se il pulpito di sinistra che oggi fa la predica sia attendibile, visto che gli stessi di Bella Ciao riempiono di medaglie al valore una fan del 7 ottobre come Francesca Albanese. Ma il problema non è di merito. È che, a forza di anatemi che alimentano il vittimismo, oggi la combriccola vannacciana può bearsi del sondaggio di Repubblica secondo cui un terzo degli italiani non batterebbe ciglio se dalla democrazia si passasse ad un sistema autoritario. E può volare sulle ali di altri sondaggi, che lo vedono come fattore decisivo per la tenuta della maggioranza. Un obiettivo che fa gola anche a sinistra, e infatti a tessere la tela è il solito Matteo Renzi, sempre a suo agio dietro le quinte. Stati Uniti d’Europa o Europa senza più stati uniti, l’importante è giocare alla ruota della fortuna come in gioventù.

Un manovratore professionista e una sinistra vintage che improvvisa la nuova Resistenza. Davvero una bella sponda per i putiniani di lotta e di governo. Ah, caro Riccardo Magi, una cortesia: in questi blitz, evitate di brandire la foto di Matteotti. Lui rischiava la vita, voi pensate a blindarvi il seggio.