Il Veneto dal brand Zaia alla ricerca di nuove certezze: chi saprà offrirle, interpreterà il futuro

Il dato più eloquente di queste regionali non è la vittoria di Alberto Stefani, ampiamente prevista, né il raddoppio del centrosinistra, che pure segna una discontinuità importante. Il dato che dovrebbe interrogare tutti è quel 55% di veneti che ha scelto di restare a casa. Una regione che per decenni si è distinta per partecipazione civica, tessuto associativo, cultura del fare e dell’esserci, ha voltato le spalle alle urne. Non per apatia, probabilmente, ma per spaesamento.

Dopo quindici anni di Zaia, il Veneto si è ritrovato orfano di un punto di riferimento che trascendeva gli schieramenti. Il Doge era diventato un elemento di stabilità percepita, un brand che rassicurava anche chi non votava Lega. Quella certezza è venuta meno, e molti elettori non hanno trovato alternative convincenti. È su questo bisogno di stabilità che dovrà lavorare Stefani nei prossimi cinque anni. Non basterà amministrare bene: servirà costruire un’identità riconoscibile, un profilo che vada oltre l’appartenenza di partito. Il giovane governatore ha davanti a sé la sfida di uscire dall’ombra del predecessore senza rinnegarne l’eredità, di tenere insieme una coalizione attraversata da tensioni interne, di rispondere a un elettorato che chiede concretezza e non guerre di posizione tra Roma e Venezia.

Ma anche il centrosinistra ha una responsabilità nuova. Con quattordici consiglieri invece di dieci, con un risultato che restituisce dignità e voce all’opposizione, Manildo e i suoi avranno strumenti che nella scorsa legislatura potevano solo sognare. Sta a loro dimostrare che il raddoppio del consenso non è stato un episodio, ma l’inizio di un percorso. Fare opposizione costruttiva, essere credibili sulle emergenze vere – sanità, casa, lavoro, giovani che emigrano – può consolidare quel “Veneto su tre” che ha scelto l’alternativa.

Il Veneto del 2025 non è più quello granitico del 2020. È una regione che cerca nuove certezze. Chi saprà offrirle, interpreterà il futuro.