L'attacco americano
Il Venezuela non è un incidente, è una rottura strutturale: Trump agisce da egemone sovrano
Con l’annuncio della cattura di un capo di Stato straniero, gli Stati Uniti hanno attraversato una soglia che per anni era rimasta implicita, negata, mascherata dal linguaggio delle “operazioni multilaterali” e delle “regole condivise”. Oggi quella finzione è saltata.
Un presidente americano in carica rivendica un’azione cinetica diretta, senza mandato internazionale, fuori da una guerra dichiarata, con obiettivo politico esplicito: rimuovere un regime. Questo non riscrive solo il dossier Venezuela. Riscrive il manuale del rischio globale.
Il messaggio è brutale: quando serve, Washington agisce da egemone sovrano. Le istituzioni si aggirano. Il diritto internazionale diventa opzionale. La deterrenza non passa più da sanzioni lente o proxy logori, ma da atti diretti, chirurgici, irreversibili.
Per Iran, Corea del Nord, Russia e per l’intero mondo BRICS che sogna binari monetari alternativi, il segnale è chiarissimo: la distanza geografica non è più una protezione e l’ambiguità strategica americana è finita. Non è una questione morale, è una questione di potere operativo.
In America Latina l’effetto sarà tellurico. Ogni governo dovrà ricalcolare garanzie di sicurezza, esposizione al dollaro e rischio politico interno. L’autoritarismo non protegge più: espone. E lo fa in dollari, petrolio e CDS.
Sui mercati si apre una fase nuova. Energia, valute, credito emergente: tutto deve essere riprezzato. Gli asset venezuelani smettono di essere “problemi” e diventano opzioni geopolitiche. Anche il racconto petrodollaro vs petroyuan esce dalla teoria ed entra nella pratica.
Sullo sfondo cresce una narrativa più pericolosa: se una sovranità può essere rimossa unilateralmente, cosa è davvero intoccabile? Oro, Bitcoin, asset non sovrani non reagiscono subito nei prezzi, ma accumulano pressione simbolica.
Il vero cambiamento è temporale: il rischio si comprime. I mercati ora devono prezzare non solo gli scenari, ma la velocità delle decisioni americane. Questa non è escalation. È un cambio di fase. La storia ha appena accelerato.
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