La guerra civile in Sudan compie tre anni: morti (150mila), sfollati (14 milioni) e una crisi umanitaria che lascia il mondo indifferente

Members of the Sudanese Red Crescent rebury the remains of victims of Sudan’s two-year conflict, transferring bodies from makeshift graves to a local cemetery in Khartoum, Sudan, Sunday, Jan. 11, 2026. (AP Photo/Marwan Ali)

Fra un mese saranno tre anni che il Sudan è dilaniato da una guerra civile che ha provocato un autentico genocidio e milioni di sfollati. Lo scontro oggi vede l’esercito governativo in netto vantaggio con il controllo di circa l’80% del territorio nazionale. Le Forze di Supporto Rapido, i paramilitari guidati da Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemeti, controllano tutta la regione del Darfur ed hanno alcune sacche di resistenza nel Kordofan centrale.

Khartoum da un paio di mesi è tornata ad essere la capitale ufficiale, dopo che per circa due anni il governo si era spostato a Port Sudan, in un’area saldamente nelle mani delle Forze Armate Sudanesi. A El Fasher, capitale del Darfur settentrionale, si è consumato un autentico genocidio con la popolazione civile presa per fame in questo lunghissimo assedio e poi massacrata al momento della caduta della città. Intanto le offensive vanno avanti e gli uomini del generale Abdel-Fattah al Burhan hanno dichiarato che entro l’estate vogliono riprendere il controllo dell’intera nazione.

I governativi nei giorni scorsi hanno attaccato due città controllate dai paramilitari, Abu Zabad e Wad Banda, intrappolando all’interno dell’abitato alcune migliaia di civili. Queste cittadine si trovano nel Kordofan, nel Sudan centrale, sono state bombardate con droni che hanno causato almeno 35 vittime ed un numero imprecisato di feriti. I droni sono stati lanciati sui mercati locali nell’ora di punta, colpendo soprattutto le famiglie.

Sia l’esercito nazionale che i paramilitari sono accusati dalla comunità internazionale di crimini di guerra, in particolare di aver preso di mira civili e bombardato zone residenziali. In queste settimane gli scontri più duri si sono verificati in Kordofan dove i morti si contano a centinaia ed i governativi stanno avanzando verso El Obeid, centro della resistenza dei ribelli delle Forze di Supporto rapido. Nell’arco di quasi tre anni la guerra civile in Sudan ha causato decine di migliaia di morti, secondo alcune fonti almeno 150.000, ed oltre 14 milioni di sfollati e profughi, alimentando quella che le Nazioni Unite ha definito la peggiore crisi umanitaria al mondo, aggravata da carestia ed epidemie.