La scommessa di Carbone, progetto libdem per Chieti: “Al centro oltre i due poli. La città sarà un polo di innovazione tecnologica e di ricerca”

Quattro liste civiche, un obiettivo ambizioso: tentare la scalata a Chieti con un progetto alternativo ai due tradizionali schieramenti. Alessandro Carbone, iscritto al Partito Liberaldemocratico, alle elezioni Comunali correrà lontano dal centrodestra e dal centrosinistra: «Spazio Liberale non è un’operazione di equilibrio tra schieramenti, ma un’area civica composta da quattro liste, ciascuna con una propria identità, unite da un metodo e da una visione comune». Professionista e consulente nel settore della finanza, segue da vicino il cantiere libdem di Luigi Marattin e guarda al modello Alessandro Onorato per il turismo.

Un «Terzo Polo» per Chieti. C’è davvero spazio oltre gli schieramenti tradizionali?
«Esiste uno spazio reale per un’alternativa ai due poli tradizionali, che nasce dal basso. Vogliamo ripartire dai problemi concreti della città: servizi, sviluppo, decoro, lavoro, attenzione alle periferie. Temi che negli ultimi anni sono stati spesso sacrificati alla logica delle appartenenze e dei conflitti ideologici tra partiti. Il nostro progetto mette al centro Chieti e i cittadini, non le bandiere. Spazio Liberale nasce per dimostrare che un modo diverso di fare politica e amministrare, pragmatico e inclusivo, non solo è possibile, ma necessario».

Le difficoltà locali riflettono quelle nazionali: anche a Chieti è impossibile compattare i centristi. Azione e Italia Viva hanno preso altre strade…
«Il dato va inserito in un quadro più ampio. Renzi a livello nazionale ha scelto con chiarezza il centrosinistra, mentre Calenda in Abruzzo è più vicino a realtà di centrosinistra, pur avendo una visione diversa a livello nazionale. Il tema non è solo la progettualità, ma la coerenza: sono dell’idea che la visione nazionale vada calata allo stesso modo sui territori, anche facendo scelte coraggiose, rompendo le logiche di convenienza».

È importante conoscere bene la materia dei bandi, nazionali ed europei. Ha già potuto sondare la disponibilità del governo al dialogo?
«Conoscere i bandi europei e nazionali è fondamentale per riportare Chieti al centro delle politiche di sviluppo. Voglio costruire una progettualità solida sui settori strategici, con un ufficio dedicato all’europrogettazione e un dialogo costante con governo e istituzioni. In particolare punteremo su un settore strategico come l’Aerospazio, settore chiave per la sovranità nazionale e l’innovazione tecnologica, e sul quale c’è grande apertura al confronto da parte del governo. Chieti, per la sua posizione geografica centrale, è inserita in un contesto favorevole allo sviluppo: può diventare un nodo di eccellenza tra università, imprese e filiere nazionali. Questa strategia genererà lavoro qualificato, innovazione e rilancio della città sui tavoli nazionali ed europei».

Chieti è un polo emergente nel settore aerospaziale italiano. Lei punta a fare della città un vero e proprio hub per la Space Economy. Non le sembra un progetto troppo ambizioso, fuori dalla portata?
«Chieti ha tutto per diventare un hub aerospaziale: competenze scientifiche, università, imprese innovative e uno spirito che guarda al futuro. Non è un progetto fuori portata, è un’opportunità concreta per trasformare la città in un polo di innovazione tecnologica e di ricerca. Nei prossimi 5 anni possiamo creare centinaia di posti di lavoro qualificati, specializzati in ingegneria, ricerca e sviluppo, e nell’indotto industriale. Da qui a 10 anni, Chieti potrebbe essere un punto di riferimento nazionale e internazionale, capace di attrarre talenti, imprese e investimenti».

A dicembre ha partecipato al confronto tra amministratori, imprese e società civile, alla presenza di Alessandro Onorato, assessore ai Grandi eventi di Roma. Ha ricavato contributi utili per la sua eventuale esperienza da sindaco?
«Onorato è un giovane amministratore che stimo per il lavoro svolto a Roma, promuovendo il turismo con i grandi eventi. La sua esperienza ci ha dato spunti importanti soprattutto sui flussi turistici, sui quali per Chieti ci sarà da fare un lavoro capillare: nel nostro piccolo vogliamo valorizzare le eccellenze locali, seguendo ciò che di positivo è stato fatto nella Capitale, così come in altre realtà nazionali. Allo stesso tempo, il lavoro sui territori lo vogliamo collegare a Roma: sto seguendo da vicino il progetto politico liberale di Luigi Marattin, uno dei pochissimi politici con una visione economica chiara e un’idea di Paese altrettanto definita, e con il quale sono in costante contatto».