25 mila denunce nel 2025: il 70-75% di esse riguarda minori, ma solo l’80% è stato risolto. Desta preoccupazione, stando all’ultimo aggiornamento della Relazione annuale dell’Ufficio del Commissario straordinario del Governo, il numero di casi di persone scomparse in Italia, ricondotti sotto due macrocategorie: la sottrazione da parte di un familiare o la fuga volontaria. Nei primi otto mesi dello scorso anno sono stati 47 al giorno. Soltanto nell’ultima settimana, a Bergamo e a Roma si sono verificati due tentativi di rapimento ai danni di bambini.
Il caso di Roma
Mercoledì 11 febbraio, nel quartiere Monteverde della Capitale, una donna, spacciandosi per babysitter, si è presentata presso la scuola dell’infanzia “Guglielmo Oberdan” dicendo al personale scolastico di dover prelevare una bambina di tre anni. Le maestre, notando l’atteggiamento nervoso della signora, si sono subito insospettite, contattando immediatamente i genitori alla ricerca di un riscontro, la conferma non ci ha messo molto ad arrivare “non abbiamo incaricato nessuno”, così hanno risposto i genitori della bambina. A quel punto la scuola ha avvisato immediatamente la polizia, ma la donna ormai si era allontanata dal plesso scolastico facendo perdere le proprie tracce. La polizia, dopo l’evento, sta sensibilizzando sempre di più il personale scolastico affinché intensifichi la vigilanza con particolare attenzione alla verifica delle deleghe. “Siamo in contatto con le forze dell’ordine e con loro stiamo monitorando la questione. Ho saputo del tentativo di rapimento, denunciato dal personale dell’istituto. È la prima volta che capita”, così si è espresso al riguardo Elio Tomassetti, presidente del Municipio XII di Roma. A destare maggiore preoccupazione sono le foto della bambina mostrate proprio dallo smartphone della babysitter alle maestre, le quali successivamente sono riuscite a fornire un primo identikit. La nonna della piccola avrebbe poi dichiarato alle forze dell’ordine di essere stata avvicinata da quella stessa donna.
“Mi congratulo con le insegnanti per la prontezza e il grande senso di responsabilità dimostrati in occasione del tentato rapimento”, con queste parole il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditarra si è complimentato con le maestre, con un occhio alla normativa vigente che, come lui stesso ha detto “esclude la possibilità di uscita autonoma in particolare per i bambini frequentanti le scuole dell’infanzia che vanno sempre riconsegnati ai genitori o a chi è da questi delegato”.
Il tentato rapimento di Bergamo
Sabato 14 febbraio, invece, all’uscita di un supermercato di via Corridoni a Bergamo uno sconosciuto, poi identificato come cittadino romeno di 47 anni, incensurato e senza fissa dimora, avrebbe afferrato per le gambe una bambina che camminava mano nella mano con la mamma. La prontezza dei genitori e dei passanti ha scongiurato il peggio, “Vedere in pericolo la propria figlia è stata dura. In quei momenti non pensi, agisci. È stata una frazione di secondo, la bimba era nel carrello, voleva camminare e l’ho lasciata alla mia compagna” ha dichiarato successivamente il padre della piccola. “Più che un rapimento, pensavamo volesse farle del male”, hanno aggiunto i genitori a Repubblica subito dopo lo spavento”. La bambina ha riportato la frattura del femore dovuta al gesto violento dell’uomo fermato dalla polizia: con sé aveva 5 euro e un passaporto era incensurato e senza patologie psichiatriche ma qualche giorno prima, era stato fermato all’ingresso del pronto soccorso, cercava riparo senza mostrare atteggiamento aggressivo.
