È da Bruxelles che prende avvio il percorso verso la quattordicesima edizione del Festival dell’Energia, in programma a Lecce dal 28 al 30 maggio 2026. Il Parlamento europeo ha ospitato martedì la prima tappa di Road to Festival dell’Energia, dando il via a un ciclo di appuntamenti che nei prossimi mesi toccherà anche Roma e Milano, con l’obiettivo di costruire un confronto strutturato tra istituzioni, imprese e territori su una delle variabili oggi più sensibili per la competitività europea.
Al centro del dibattito si è imposto il nesso tra energia e libertà, intesa non soltanto come sicurezza degli approvvigionamenti, ma come condizione strutturale per lo sviluppo economico, la coesione sociale e la capacità dell’Unione di reggere un contesto geopolitico segnato da instabilità e shock esterni. Un tema che ha ricadute dirette sui fondamentali economici: l’Unione europea importa ancora circa il 55% dell’energia che consuma e, nonostante il ridimensionamento rispetto ai picchi del 2022, i prezzi dell’elettricità per l’industria restano mediamente dal 30 al 50% più elevati rispetto a quelli degli Stati Uniti, con effetti diretti sulla competitività delle filiere manifatturiere ed energivore. In questa prospettiva, l’energia emerge come infrastruttura abilitante dell’economia reale, fattore determinante per la prevedibilità dei costi, per le decisioni di investimento e per la resilienza complessiva dei sistemi produttivi nazionali.
Il confronto ha messo a fuoco le principali sfide aperte sul tavolo europeo: il rafforzamento delle reti e delle interconnessioni, la riduzione delle dipendenze strategiche dall’estero, la tutela delle catene del valore industriali e la necessità di limitare la volatilità dei mercati. Su questo quadro si è espresso anche il Vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, richiamando il lavoro in corso a Bruxelles per rafforzare il coordinamento tra politiche energetiche, industriali e di coesione: «In queste settimane la Commissione sta lavorando per rendere più coerenti e operative le scelte su energia, competitività e coesione. Stiamo orientando le politiche e le risorse europee verso investimenti che rafforzino reti, infrastrutture e sicurezza dei sistemi energetici, riducendo i divari territoriali e aumentando la resilienza dell’Unione», ricordando come nella revisione di medio termine della politica di coesione l’energia sia stata inserita tra le nuove priorità strategiche, consentendo a Stati membri e regioni di destinare risorse a progetti in grado di ridurre la dipendenza energetica e sostenere famiglie e imprese.
Sul piano politico, il dibattito ha confermato come l’energia sia ormai una leva centrale della competitività europea, come evidenziato dal Vicepresidente della Commissione ITRE del Parlamento europeo Giorgio Gori, che ha richiamato il legame tra sicurezza, coesione interna e capacità dell’Unione di restare competitiva in un contesto globale frammentato. Al confronto hanno partecipato rappresentanti di grandi operatori industriali e infrastrutturali, insieme a esponenti istituzionali europei e nazionali e agli amministratori dei territori coinvolti, a conferma della natura sistemica della questione energetica.
A sintetizzare il senso complessivo dell’iniziativa è stato il presidente del Festival dell’Energia Alessandro Beulcke, che ha ricordato come «Il Festival è il maggiore evento di divulgazione sul tema, pensato anche come spazio di confronto pubblico serio e informato, in cui istituzioni, imprese, mondo della ricerca e società civile possano discutere, con competenza e senza semplificazioni, le scelte che incidono sul futuro energetico dell’Italia, dell’Europa e a livello globale». Il percorso avviato a Bruxelles proseguirà con le tappe di Roma e Milano, rafforzando il Festival come piattaforma di dialogo tra livello europeo e dimensione territoriale, in una fase in cui le decisioni sull’energia si traducono sempre più direttamente in scelte di politica industriale, attrattività degli investimenti e sostenibilità della crescita.
